Il libro comprende saggi che sono stati scritti da vari studiosi delle scienze dell’educazione. Affronta il tema della
formazione professionale ed i suoi ambiti di applicazione. L’argomento del
testo riguarda la
nuova professionalità richiesta nei vari settori siano essi produttivi che dell’istruzione. Per nuova professionalità si intende che essa sia intrisa di una maggiore flessibilità, creatività e cognitivismo. E’ dalla trasformazione dei modi di produzione, dalla globalizzazione e dalla richiesta di personale sempre più specializzato che partono le riflessioni su nuovi modelli di formazione professionale, non solo e strettamente nell’ambito concreto della produzione, ma vengono anche incluse le doti relazionali e di gestione delle risorse umane. Il processo non esclude nessuno neanche gli adulti, anzi si parla di formazione che dura tutto l’arco della vita, di creatività del proprio lavoro, non
viene più chiesto il dover essere ma si richiede un essere che è creatore di sé stesso. Investire in creatività significa ridefinire il ruolo professionale stimolando la formazione. Nel testo la creatività ci viene proposta come qualcosa che si può educare, incentivare attraverso varie forme di autoformazione e autoimpiego che parte appunto dal soggetto come attore partecipe della propria educazione. Si cerca quindi un tipo di didattica che non miri a conformare bensì a differenziare sulla base delle inclinazioni provenienti dagli stessi soggetti. Infatti è l’attore in formazione che è al centro di tutto il processo e non viceversa. La formazione professionale viene intesa in modo più ampio che non rispetto a quando essa è nata, proprio perché la formazione permanente consente al soggetto di entrare e uscire dal sistema formativo in una continua alternanza tra
lavoro e formazione.
La prima parte del testo riguarda l’analisi della società post-industriale in contrapposizione con l’emergere della nuova idea di professionalità. Invece la seconda parte prende avvio dalle esperienze di ricerca avvenute in Toscana e che riguardano la formazione professionale. La conclusione, terza parte, riguarda l’interpretazione, il coordinamento ed il controllo del mutamento nell’individuazione di percorsi comuni.
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