Invio in memoria
Possiamo inviare le informazioni
direttamente in memoria o farle passare prima per l’emisfero sinistro del nostro cervello.
Per esempio per la memorizzazione diretta di una serie numerica scritta alla
lavagna si può
ricordare l’immagine della lavagna e quello che vi è riportato sopra.
I ragazzi con il sistema rappresentazionale primario visivo
riusciranno ad eseguire l’operazione e l’invio sarà immediato.
Gli altri, per immaginare la lavagna, saranno costretti ad usare l’emisfero sinistro.
I più facilitati vi riusciranno costruendo direttamente l’immagine della lavagna, i meno facilitati, aiutandosi o con il linguaggio o le sensazioni (ricalco) e in seguito riusciranno a costruirla (guida) mediante punti di sovrapposizione.
E’ indispensabile sapere in quale modalità è stato operato l’invio altrimenti il prelievo dalla memoria non sarà possibile.
Nel nostro
caso basta visualizzare una lavagna (un’ancora) ed automaticamente apparirà l’immagine della serie. In seguito saranno aggiunte altre ancore appartenenti ad altri sistemi rappresentazionali che innescheranno automaticamente l’accesso alle informazioni.
Ammettiamo che un ragazzo abbia inviato direttamente in memoria i seguenti dati: 6 x 5 = 30. Quando gli chiediamo il risultato del prodotto potrà rispondere immediatamente spostando gli occhi in alto a sinistra, cioè avendo pieno accesso alla memoria V (un’immagine ricordata dell’intera operazione o solo del prodotto finale) 5.
La memoria visiva, tranne nei casi di memorizzazione dei motivi musicali, del gusto e degli odori, è enormemente superiore a quell’auditiva o cenestesica. Le ultime due sono utilizzate più che altro per identificare o creare programmi.
La lamentela più comune riguarda la difficoltà a ricordare le cose.
Il caso limite è di un ex collega universitario che venne a trovarmi perché dalle mie parti ero ritenuto il più esperto nel settore della memoria: aveva bisogno di un test perché era convinto d’essere affetto dalla sindrome di Alzheimer.
Da come si poteva prevedere aveva una memoria davvero eccezionale ma la usava soprattutto per ricordare gli avvenimenti dei quali gli capitava di dimenticare qualcosa.
Dopo l’esame, per creare “rapport”, affermai che aveva perfettamente ragione e non poteva ricordare nulla. Ma non tutti i mali sarebbero venuti per nuocere perché non si sarebbe ricordato nemmeno delle sofferenze che gli provocava la malattia.
Improvvisamente gli vennero in mente tutta una serie di ricordi, ma feci presente che si trattava di pura casualità, frutto della sua mente delirante.
Il giorno dopo mi riferì che i suoi ricordi erano attendibili e lo avevano confermato anche i suoi familiari.
Lo incontrai dopo un anno e mi disse di aver risolto definitivamente il problema della memoria.
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