L’
esistenzialismo e’ una corrente filosofica storicamente collocabile nel il periodo compreso tra le due guerre, ma nel secondo dopoguerra persistono ancora segni della sua influenza.
Punto focale della sua teorizzazione e’ l’insieme degli eventi che caratterizzano e limitano la presenza
dell’uomo nel mondo (nascita, lotta, patimento, passare del tempo, morte, ecc.) e, come il Decadentismo, di cui e’ considerato una particolare forma da molti, esso ritrova le proprie origini nella delusione epocale che segui’ l’ottimismo romantico, additato dai posteri quale indiretta causa della guerra che sconvolse il mondo nel primo Novecento. Volendo poi rintracciare un legame tra esistenzialismo e letteratura, si potrebbe partire dalle tematiche legate alla consapevolezza dell’
esistenza presenti nelle opere di molti autori del tempo, per poi allargare e collegare il discorso al
piu’ vario ambito del decadentismo europeo, ove subentra la sensibilità di una presenza della morte all’interno della vita stessa.
L’esistenzialismo accomuna dunque insieme
diverse filosofie caratterizzate da tratti comuni:
La presa di coscienza della - e la riflessione sull’esistenza;
La percezione di un’esistenza intesa quale prerogativa insita alla natura dell’uomo, con tutte le sue piu’ peculiari caratteristiche;
La definizione di tale condizione esistenziale umana come rapporto con le diverse modalita’ dell’Essere (esperienziale; realtà ontologica; assoluto divino);
La scoperta del rischio insito a questo continuo rapportarsi con l’Essere. L’uomo deve continuamente effettuare scelte o approntare progetti, e si trova così continuamente soggetto a rinunciare a ciò che egli NON HA scelto (Bergson);
In tale ottica, l’uomo
diviene un
ente investito del compito di discernere tra innumerevoli possibilità di realizzazione; la sua libertà viene in tal modo compromessa, ed egli prende a fluttuare eternamente tra i due estremi dell’autenticità e dell’inautenticità (Heidegger);
Ma l’uomo diviene anche un ente singolo, individuato, concreto e irripetibile (Sartre).
Ecco dunque che l’uomo, essere indipendente, unico ed autonomo, ritrova la propria individualita’ in un universo di continue incertezze e scelte il cui esito restera’ sempre e comunque indeterminato ed indeterminabile.
Altri riassunti su EPOCHE LETTERARIE (3): L’ESISTENZIALISMO FILOSOFICO