La crisi delle multiproprietà
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Pubblicato il: marzo 16, 2008
Il settore delle multiproprietà partito con grande entusiasmo negli anni Ottanta ed arrivato all''apice dello sviluppo alla fine degli anni Novanta negli ultimi cinque anni è entrato in crisi. Secondo un recente studio, gli oltre 50 mila italiani che tra il 1996 ed il 2000 hanno deciso di comprare una casa in multiproprietà nel periodo 2001-2007 si sarebbero ridotti a poco più di 5500. Cosa ha determinato questo crollo? Secondo Alberto Pavan di Media Time Group, società di marketing turistico "le esigenze ed i gusti dei consumatori di fascia media si stanno raffinando. I consumatori non accettano più rigide formule preconfezionate e vogliono maggiore flessibilità nelle date, ma anche una più ampia gamma di destinazioni e di tipo di vacanza: crociere, luoghi esotici, spa sostituiscono la casa a Cortina o in Sardegna che aveva spinto oltre 50 mila italiani ad acquistare una casa in multiproprietà tra il 1996 ed il 2000".
Il calo di interesse per la multiproprietà ha naturalmente determinato anche un calo del valore delle singole quote: se nel quinquennio 1995-2000 il valore massimo di acquisto toccava i 40 mila euro, oggi non supera i 15mila.
Oltre al crollo dei nuovi compratori e alla perdita di valore delle quote aumenta anche la voglia tra i possessori di vendere, operazione che al momento risulta assai difficile vista appunto la penuria di acquirenti.
Ma nonostante tutto le previsioni per il futuro non sono negative del tutto, sia perché la crisi economica potrà ridare competitività al settore (un appartamento a Courmayeur costa 7-800 mila euro contro i 40mila di tre settimane in multiproprietà), sia grazie alle nuove formule disponibili (come la "rottamazione" della multiproprietà per convertirla in soggiorni vacanza, crociere e servizi turistici oppure la multiproprietà alberghiera dove l''acquisto riguarda una camera d''hotel):