Un report di Morgan Stanley dimostra che in Europa le
imprese a
controllo familiare rendono di più. Dal 2002 fino alla fine del 2006 hanno infatti garantito un ritorno totale (costituito dalla performance del titolo più il rendimento della cedola) del 119%, contro il 44% dell'indice Msci Europe. Questo discorso vale anche per l'Italia. Ma come si spiega questà realtà? Secondo Marco Opipari di Allianz Bank "più della tipologia dell'azionariato, sulle buone performance di queste aziende ha avuto un impatto determinante l'appartenenza a settori e segmenti di mercato che negli ultimi anni si sono rivelati particolarmente dinamici, oltre al trend positivo che ha interessato in borsa il comparto delle
mid e
small cap". Inoltre puntare su queste società può essere ancora una buona idea secondo gli specialisti dell'Investment Bank America. I punti di forza di queste imprese a controllo familiare stanno nella maggior focalizzazione del management sul core business, nella crescita superiore alla media del fatturato, in un leverage operativo minore e in elevati margini reddituali oltre che nell'ottica a lungo termine. In Italia le aziende a controllo familiare nei primi tre posti per redditività sono risultate essere: Trevi, Danieli & C e Biesse.
Trevi ha avuto un ritorno a cinque anni del 1500%. E' una società controllata per il 56% dalla famiglia Trevisani e produce
impianti per trivellazioni e per costruzioni. Il suo successo si spiega sia con il trend positivo del comparto petrolifero e dell'impiantistica, sia dalla capacità dell'azienda di far emergere unità di business distinte (Soilmec nelle costruzioni, Drillmac negli impianti di trivellazione e Petreven nei servizi) che sono state valorizzate dal mercato. Il titolo dall'inizio dell'anno è salito del 51% e il target di
Banca Akros è di 16,3 Euro con ulteriori margini di rialzo.
Danieli & C è il terzo costruttore mondiale di impianti per la lavorazione dell'acciaio ha avuto anch'esso una performance stellare .(+ 1321% ritorno in cinque anni) beneficiando del boom del settore, conseguente al bisogno di infrastrutture nei paesi ad alta crescita. Per Mediobanca l'ordinaria merita un prezzo obbiettivo di 30,30 Euro.
Per concludere Biesse (+873% ritorno in cinque anni), controllata per il 58% da Bi.Fin della famiglia Selci. Si tratta di un gruppo attivo nell'industrial engineering, tramite tre divisioni operative (legno, vetro, componenti per macchine a controllo numerico) che ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni, con un susseguirsi di piani industriali. Per gli specialisti di Banca Mb vale 24,3 Euro ma per quelli di Banca Akros può arrivare a 26,7.
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