La menzogna del momentoè quella che afferma la piena parità tra il
servizio civile e quello militare. L' unico aspetto a
loro comune è il nefando diritto, di proprietà dello Stao di privare tanti giovani di dieci mesi della loro vita obbligandoli a vivere esperienze più assurde che utili, solo per perpetuare l' applicazione di una normativa che da ann non ha più ragione di essere. Chi vi scrive è un obiettore di coscienza che da alcuni mesi adempie all' obbligo di leva svolgendo il
servizio civile presso un ente della città di Caserta e che da esi assiste, inerme, al calpestio, da parte delle istituzioni, dei propri diritti e aspirazioni. I motivi che mi hanno indotto ad optare per il servizio civile sono molteplici e scaturiscono dal mio modo di vedere e vivere la vita, dalla mia
avversione a qualsiasi forma di tradizionalismo bellico, dalla profonda convinzione dell' inutilità del servizio militare obbligatorio e dalle speranze che riponevo nella rosa di esperienze nuove che le istituzioni possono offrire ai giovani. Le mie speranze però già dai primi giorni di servizio si sono tramutate in delusioni quando ho preso coscienza dell' inutilità del mio servizio, svolto all' interno di un apparato burocratico disorganizzato e, per l' incompetenza dei suoi dirigenti, fine a se stesso, quando invece dovrebbe svolgere un' attività di pubblica utilità; speravo inoltre che la mia adesione a svolgere un' attività parallela a quella militare, che a mio parere poteva offrire, a me e alla società, un' opportunità per fare qualcosa di utile, fosse accolta, non dico con entusiasmo, ma almeno con rispetto, per le mie scelte, da parte di quell' apparato militare che gestisce il servizio civile nella provincia di Caserta, e che invece reputa me e chi come me ha fatto questa scelta, uno "schifoso disertore" appoggiato finanche dalla legge per sfuggire alla, per loro, sacra leva militare. Tan' è che stando alla mia esperienza non sono, come obiettore, tutelato da nessuno, sballottato sempre tra il distretto militare e l' ente in cui svolgo le attività più disparate e a me estranee, che si divertono a fare a scaricabarile dei loro doveri nei miei confronti, specie quando chiedo chi sia il responsabile del mancato pagamento del sussidio mensile che mi spetta, che non mi è stato mai corrisposto e col quale sosterrei le spese di viaggio che quotidianamente devo affrontare per adempiere il mio dovere nei confronti dello Stato che, purtroppo, sembra non accorgersi ne di me ne del potenziale servizio che potrei, come gli altri giovani nella mia medesima situazione, offrirgli.