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Attivazione della memoria

di : autore    

Autore : Elia Tropeano
L’esistenza quotidiana rivela che continuamente riviviamo pezzi di esperienze passate nel presente. Infatti, stimoli sensoriali
esterni e interni attivano costantemente frammenti di memoria e fanno sperimentare al presente qualcosa che è avvenuto in passato.
L’attivazione di sezioni di memoria favoriscono il recupero di capacità, risorse e comportamenti da utilizzare in determinati contesti.
La messa in moto di esperienze traumatiche, invece, serve a tenersi lontani da situazioni che potrebbero risultare rischiose. Tuttavia, simili esperienze necessitano di aggiornamenti o ristrutturazioni al fine di impedire che si rimanga vittime o prigionieri dei ricordi stessi. Alcune persone li mettono in atto intuitivamente, altre li realizzano in modo deliberato, certe non li eseguono affatto.
L’esempio classico di mancato aggiornamento di un evento passato è rappresentato dalla fobia: istantaneamente il soggetto rivive l’esperienza traumatica comportandosi allo stesso modo di come si comportò la prima volta che la sperimentò. Nella depressione spesso si rivivono le sensazioni; nell’ansia le sensazioni provocate da pensieri rammemorati riguardanti il futuro.
Il mancato aggiornamento produce una situazione tale che una singola esperienza causa una stessa risposta a più stimoli sensoriali.
In sintesi, noi esseri umani non facciamo altro, e per tutto il tempo, che giocare con la memoria e l'elaboratore, rispettivamente con l'emisfero sinistro e destro del nostro cervello. Nei sogni si utilizza essenzialmente l'elaboratore (emisfero sinistro) in quanto l'accesso alla memoria è ridotto al minimo e, in determinati spazi di tempo, un emisfero assume le funzioni dell'altro …
Qualche tempo mentre comunicavo via telefono con una signora ansiosa, depressa e al culmine di una crisi, rimasi colpito dal fatto che il tono di voce di questa fosse infantile come se stesse provando un'esperienza della primissima infanzia.
La stessa cosa si verificò con un’altra, avevo l’impressione che non stessi parlando
a una donna matura, ma a una bambina spaventata.
Mi viene in mente l’ipnosi: quando si fa regredire un soggetto ad una certa età, questi si comporta e si esprime come se quella età l’avesse realmente. La differenza tra lo stato ipnotico e lo stato ansioso depressivo consiste nel fatto che nel primo, la persona ha accesso alle cinque categorie sensoriali: immagini, suoni, sensazioni, gusti e odori; nel secondo, compaiono solo le sensazioni.
Comunque, talvolta, durante la trance ipnotica si verifica un fenomeno conosciuto come "abreazione" che determina la scomparsa della sintomatologia di una grave affezione. Credo che l'abreazione non sia altro una cambiamento del percorso d'accesso al ricordo traumatico. Potrebbe trattarsi anche di uno spostamento di questo in una posizione difficile da raggiungere, come pure un avvenuto aggiornamento.
Tempo fa, durante una dimostrazione di terapie istantanee, si presentò volontaria una ragazza che accusava sensi di vuoto, smarrimento e perdita di identità.
Chiesi alla giovane chi o che cosa le provocasse il disturbo, ma non doveva rispondere, solo pensare alla risposta. Spostò gli occhi in alto a sinistra: un’immagine ricordata. Le domandai se fosse consapevole dell’immagine, rispose di No.
Spiegai ai presenti che il problema della ragazza riguardava un’immagine ricordata che non superava la soglia della coscienza, quindi, non la potevamo modificare con le normali tecniche. Invitai, allora, la giovane a concentrare l’attenzione sull’immagine, ma cambiò modalità di programmazione (una trance spontanea). Le suggerii soltanto che sarebbe stata una buona idea prendere quell’immagine e nasconderla in un posto più sicuro, un luogo ove non avrebbe provocato effetti collaterali. Dopo un cenno di assenso, la ragazza tornò al suo sistema abituale confermando la scomparsa del problema. Sono passati alcuni anni e il disturbo non è ancora affiorato.
Ad una conoscente che ha confessato di essere affetta da ansia e depressione, ho chiesto chi o che cosa le causa il problema. Ha dilatato leggermente le pupille (un’immagine chiara e bene a fuoco) e ha fornito una risposta verbale, ma ho spiegato di essere interessato solo alla comunicazione non verbale.
Commento 1
Il nostro cervello può costruire o inventare un’immagine mentale, cioè mai vista prima, utilizzando l’emisfero sinistro (occhi rivolti in alto a destra); ricordare un’immagine utilizzando l’emisfero desto (occhi rivolti in alto a sinistra); costruire un’immagine fedele a quella originale utilizzando entrambe gli emisferi (occhi a livello e pupille dilatate).
Il nostro cervello per rappresentare il futuro e il passato utilizza immagini interne; per il presente, fa ricorso alle immagini esterne (l’osservazione diretta dell’ambiente circostante).
Per quale motivo la signora dilata le pupille creando immagini vivide e chiare? Probabilmente per rivivere nel presente sia il futuro sia passato, senza fare i conti con rappresentazioni sgradevoli che per forza di causa si manifestano come vissuto vigente.
Ulteriori indizi ... continua su http://www.nienteansia.it/news-utenti/viewar t.php?idart=128http://www.nienteansia.it/news-utenti/viewart.php?idart=128 
Pubblicato il: giugno 22, 2009
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