Cosenza "videochiama" Valeria
Vestito da sera. Sembra la prima di un'opera teatrale. «Auguri, augurissimiŠ». L'eleganza non è quella classica della domenica mattina. Di più. Il tappeto
rosso è ai piedi della gradinata di Via Calabria. Sono le 9.30 e inizia presto la maratona Scintille. Il taglio del nastro, gli sbandieratori, la presenza del vescovo e finalmente quella
porta si apre d'incanto.
Eva Catizone è raggiante: «Veramente un bel negozioŠ». Intorno al sindaco e Sergio Mazzuca ci sono hostess e stuart con l'auricolare e camerieri che ,con il vassoio in mano offrono «champagne?Š».
Anno 2005. In via Montesanto ufficialmente Hit Shop lascia
spazio a Scintille. Anno 2005. Per la prima volta un privato prende in gestione uno spazio comunale. Lo spazio, quelle gradinate di via Calabria che oggi sono infiocchettate a festa (tre vele color argento fanno da arco nella discesa verso il negozio), ma domani saranno ancor di più curate da un Mazzuca che promette: «Dopo la Befana queste gradinate non le riconoscerete piùŠ». In meglio. Più illuminazione, cura del verde e altri dettagli affidati in mano ad un privato. Una scelta di marketing, che la dice lunga sul personaggio Mazzuca.
Quante persone vanno su e giù per quelle scale? Fate un po' voi il conto. Ma ritorniamo
davanti a quella porta. In rigorosa fila indiana. Si entra quasi in punta di piedi. E fra le modelle che, passeggiano su e giù per il negozio, c'è anche una miss Italia. Cristina Chiabotto, la miss Italia 2004, si ferma davanti ad ogni vetrina per ammirare l'oro che luccica. La fanciulla bionda con gli occhi azzurri in città è arrivata al venerdi sera e il buon Mazzuca, da perfetto padrone di casa, non poteva non offrire la cena al Moro. Ma sono piccoli dettagli di un evento che prende sempre più forma al pomeriggio.
Gerardo Sacco, naturalmente, non ha portato con sé piante, ma "due pezzi unici" (due pendenti in oro bianco e rosso con diamanti bianchi, brown e neri) realizzati appositamente per l'evento. Sacco porta con sé anche un'altra sorpresa. Si chiama Elena Russo, la bella di Orgoglio, vestita da Claudio Greco. E a proposito di piante. Se la mattina era stata riservata alle autorità, alle 16 davanti a quella porta arrivano i clienti affezionati (si parla di 8.000 persone). Ma chi aveva comprato la classica pianta bene augurante è costretto a lasciarla fuori la porta. Il conto alla rovescia è iniziato. Le luci della sera scendono su una via che sembra Montenapoleone. Musica jazz e prosecco per tutti. Soffre solo la pizzeria Cristini (quando si mangia gratis, il cosentino preferisce rusticini, pizzettine, noccioline). Il catering non è di Cosenza, ma arriva da Montalto.
Il tappeto rosso e quella scenografia di Aurelio Guaglianone rendono tutto molto più fashion. Cosi si dice, vero? Ci siamo. Valeria Marini scende dalla sua macchina e sente gridare bambini, mamme e papà in attesa: "videochiamami". La sua discesa è lenta, sensuale. Scatta l'intervista per la Rai. Gregorio Corigliano con il suo capello bianco "scintillante" cerca di stuzzicarla, ma lei non si sbottona più di tanto: «gente calorosa, meravigliosaŠ». Bacio e saluto al microfono. Entra nel negozio. Primo mezzo giro. «Devo salire su. Sono troppo stanca». Arriva Eva, un saluto veloce e via. Passano solo 15 minuti. La Marini, scortata dall'imponente servizio d'ordine messo a disposizione della Codis, va via senza fare molte scene.
Un viaggio da toccata e fuga per la bionda che in prima visione dà solo una grande emozioni agli ammiratori più calorosi «che bel seno maternoŠ».
Scordatevi baci, abbracci e carezze. In questo periodo alla Marini potete solo " videochiamarlaŠ".
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