Sicilia, Italia, arrestato il nipote del
boss Provenzano
PALERMO - E' stato arrestato dalla polizia Carmelo Gariffo, 47 anni, accusato di associazione mafiosa.
Il suo
nome risulta nei pizzini, i biglietti di carta trovati nel covo del boss Provenzano al momento del suo arresto.
I
pizzini erano il metodo usato dal boss per comunicare all’esterno e impartire gli ordini.
I nomi delle persone erano sostituiti da numeri. Gli inquirenti hanno decrittato il
numero dietro cui si nascondeva il nome di Carmelo Gariffo. L'uomo, che vive a
Corleone (Palermo), era colui che raccoglieva i "pizzini" destinati al vecchio padrino corleonese, e il suo arresto è il primo risultato investigativo avviato subito dopo la scoperta delle lettere custodite nella masseria in cui viveva Provenzano. Finalmente la polizia è riuscita a provare la responsabilità del nipote del padrino di Corleone su cui erano già state avviate indagini.
Gariffo era un vero e proprio segretario del boss, gestiva appuntamenti, ricevendo «pizzini» dai vari gregari sparsi in tutta la Sicilia e organizzando anche i controlli medici a cui Provenzano si è sottoposto negli ultimi
anni dopo l'intervento alla prostata fatto a Marsiglia.
Dall'inchiesta si evince anche che in alcuni casi accanto al numero «codice» di Gariffo compare nei «pizzini» un altro numero che coprirebbe il nome di un medico.
Potrebbe trattarsi del professionista che «aveva in cura» il boss durante la latitanza.
Carmelo Gariffo già in passato era stato arrestato per associazione mafiosa ed era rimasto in carcere fino a pochi anni fa scontando la condanna che gli era stata inflitta. L'uomo era tornato a Corleone ed aveva iniziato, secondo l'accusa, ad occuparsi della famiglia del boss e della sua latitanza.
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