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Sommari e brevi recensioni

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L'Espresso

di : Claudia     


Quando tra pochi giorni ritirerà dalle mani del re di Svezia il Nobel per la Medicina e la Fisiologia, J. Robin Warren si
toglierà una di quelle soddisfazioni che, come dice la pubblicità di una carta di credito, non hanno prezzo. Guardare giù da quel palco e rivolgersi idealmente a tutti i colleghi che per anni lo hanno trattato come un fesso. Il patologo australiano viene premiato infatti per una scoperta che all'inizio degli anni Ottanta, quando fu annunciata per la prima volta, gli procurò più che altro risate e sarcastiche pacche sulle spalle da parte degli altri medici. Warren, allora al Royal Perth Hospital, aveva scoperto una varietà di batterio sconosciuta (più tardi chiamata Helicobacter pylori) in grado di vivere nel nostro stomaco, una inospitale sacca piena di liquidi acidi che sciolgono qualunque cosa vi arrivi. Era già di per sé una bestemmia per la medicina e la biologia dei tempi, ma la parte più difficile da digerire era l'idea che quel batterio fosse il vero responsabile di ulceri e gastriti, fino ad allora unanimemente attribuite allo stress e al conseguente aumento dell'acidità gastrica. Servirono anni di esperimenti a Warren e al più giovane collega Barry Marshall, con cui ora divide il Nobel, per convincere la comunità scientifica. Contro lo scetticismo dei colleghi, Marshall arrivò a ingerire il batterio per provocarsi una gastrite e poi curarla con antibiotici. Grazie a quella prova eclatante e soprattutto a diverse, rigorose sperimentazioni cliniche, a partire dall'inizio degli anni Novanta la maggioranza della comunità medica si è rassegna finalmente a vedere nella scoperta dei due australiani una delle vere rivoluzioni mediche degli ultimi anni.
Professor Warren, quando iniziò le sue ricerche nessuno pensava a una causa batterica per ulceri e gastriti. Come le venne in mente l'idea?
"Semplicemente guardai nel microscopio. Nel 1979 osservai per la prima volta la presenza di un piccolo batterio curvo nella biopsia della mucosa gastrica di un paziente affetto da ulcera. Non mi chieda perché nessuno li aveva visti prima, non ne ho idea. All'epoca gastriti e ulcere venivano attribuite allo stress, perché in mancanza di altre spiegazioni l'unica cosa che accomunava la maggior parte dei pazienti sembrava essere una vita stressante. Per i due anni seguenti esaminai biopsie, continuando a trovare questo batterio sulla mucosa gastrica. A quel punto incontrati Barry Marshall che era in cerca di un progetto a cui lavorare. Ci mettemmo a studiare un gruppo molto ampio di pazienti che avevano subito un'endoscopia per problemi gastrici. E trovammo ulteriori conferme del legame tra la gastrite e la presenza di questo batterio. Non solo, ma questo batterio era presente anche in tutti i pazienti con cancro del duodeno, la maggior parte di quelli con ulcera gastrica, circa la metà dei pazienti con cancro allo stomaco. Sembrava che fosse molto raro il caso di qualcuno con gastrite o ulcera che non fosse anche infettato da questo batterio. Nel 1982, Barry e io riuscimmo finalmente a coltivare il batterio, e scoprimmo che è simile al Campylobacter, quello che causa l'enterite. In realtà capimmo presto che questo batterio apparteneva a un genere nuovo, che venne chiamato Helicobacter. Proponemmo l'ipotesi che esso fosse la causa della gastrite, e che questa a sua volta provocasse la formazione di ulcere".
Dopo la definitiva accettazione della scoperta di Warren e Marshall da parte della comunità scientifica, sono nati centri e gruppi di ricerca dedicati esclusivamente allo studio dell'Helicobacter e delle patologie correlate. C'è persino una rivista, 'Helicobacter', completamente dedicata a questo organismo. Molto rimane infatti da capire, sia a livello biologico che a livello medico, sui meccanismi che consentono a questo batterio di colonizzare un ambiente ostile come lo stomaco, sull'effettiva catena di eventi che porta alla formazione di ulcere, sulle altre patologie in cui il batterio è o potrebbcato, e sullo sviluppo di nuove e migliori terapie antibiotiche per sradicarlo. I principali luoghi dove si fa la guerra all'Helicobacter sono: l'Helicobacter pylori Research Laboratory a Perth, Australia, fondato e diretto dallo stesso Barry Marshall. Negli Stati Uniti la roccaforte di queste ricerche è la University of Virginia Center for Studies of Diseases Due to H. pylori, a Charlottesville. In Europa opera l'Helicobacter Research Group, che riunisce periodicamente esperti da tutto il Continente. In Corea esiste addirittura un'intera struttura universitaria dedicata al batterio curvo, il Korean College of Helicobacter and Upper Gastrointestinal Research, con sede a Seul.
Pubblicato il: dicembre 09, 2005
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