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Il Messagero

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Review by : Gianluca DGY
Visite : 313  parole: 900   Pubblicato il: giugno 13, 2007
Guerra civile a Gaza: Hamas fa esplodere base forze sicurezza Fatah, molti morti.


Nuovi scontri fra miliziani delle opposte fazioni palestinesi di Hamas e al Fatah nella Striscia di Gaza. Miliziani di Hamas hanno fatto esplodere oggi una carica in un tunnel sotto una base delle forze di sicurezza fedeli al presidente Abu Mazen a Khan Yunis. «La sede della sicurezza preventiva è stata completamente distrutta dall''esplosione», ha affermato il direttore della sicurezza nella striscia Yuissef Eissa. «Ci sono morti e feriti». Secondo stime approssimative, in quattro giorni di scontri ci sono state oltre 52 vittime. Secondo fonti della presidenza palestinese i morti potrebbero essere «più di 10». Nella notte si erano già contati nove i morti negli scontri.

Fonti ospedaliere a Gaza hanno finora confermato l''uccisione di due agenti della sicurezza preventiva e il ferimento di almeno altri cinque nell'' esplosione. I due agenti morti sono Mohammed Al Agha di 32 anni e Saher Barbach di 25. È tuttavia possibile che altri corpi si trovino sotto le macerie. Alte fonti avevano prima riferito di 13 uccisi a causa dell''esplosione.

L''intenzione degli integralisti di Hamas è di prendere il controllo di tutta la Striscia di Gaza, decapitando i vertici di al Fatah. In mattinata il braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, ha lanciato un nuovo ultimatum, il secondo nelle ultime 24 ore. Le forze fedeli al presidente Abu Mazen hanno tempo fino alle 19 locali (le 18 in Italia) per cedere le armi. Chi non lo facesse «sarà considerato un ricercato».

Stamani miliziani del movimento islamico avevano attaccato ovunque posizioni occupate dalla forza di sicurezza di Abu Mazen. Sempre questa mattina intanto alcune centinaia di persone hanno sfidato i miliziani delle opposte fazioni scendendo in strada nel centro di Gaza, dove hanno organizzato un corteo di protesta che si è diretto verso la sede del parlamento. Alcuni colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro il corteo. Fonti locali riferiscono che sul posto ci sono almeno cinque feriti. Il capo della delegazione militare egiziana generale Burhan Hammad, che in questi giorni ha ripetutamente cercato di mediare fra le parti per far cessare agli scontri, era fra i dimostranti ma è rimasto illeso.

Ancora non è chiaro chi abbia sparato contro il corteo. Fonti locali riferiscono che nelle vicinanze c''erano miliziani di Hamas, che in apparenza hanno sparato in aria a scopo intimidatorio. I dimostranti - fra cui spiccano attivisti della Jihad islamica e del Fronte popolare - hanno chiesto a gran voce a Hamas e al Fatah di cessare immediatamente i combattimenti.

Il presidente palestinese, Abu Mazen, ha detto oggi a Ramallah che se non ci sarà un cessate il fuoco rapido a Gaza, la situazione «precipiterà». «Senza un''interruzione dei combattimenti, credo che la situazione precipiterà a Gaza», ha detto il Rais in una conferenza stampa tenuta dopo un colloquio con il ministro degli
esteri olandese, Maxime Verhagen.

«Hamas sta conducendo un golpe militare contro le legittime strutture dell''Anp», ha affermato in un''intervista radio Tawfik Abu Khussa, portavoce della Sicurezza nazionale palestinese, fedele al presidente Abu Mazen. Abu Khussa ha confermato che nella striscia di Gaza «un certo numero di installazioni della Sicurezza nazionale» sono passate nelle ultime ore sotto il controllo dei miliziani di Hamas, inquadrati nella "Forza esecutiva" del ministero degli interni. Secondo Abu Khussa, Hamas cerca di attaccare con la forza «l''Anp e la legittimità palestinese».

Preoccupazione in Israele che segue con un certo allarme gli scontri inter-palestinesi nella striscia di Gaza dai quali - teme - potrebbe prendere forma un «Hamas-stan», ossia una entità politiall''Islam. Lo ha affermato la radio militare israeliana, in una analisi della situazione. Nella fase attuale, ha aggiunto l''emittente, Israele intende comunque seguire gli sviluppi dall''esterno e limitarsi ad adottare misure cautelative ai margini della striscia di Gaza.

Fonti di stampa palestinesi riferiscono intanto di un tentativo del generale Omar Suleiman, responsabile dei servizi di sicurezza egiziani, di concordare un cessate il fuoco con il presidente Abu Mazen e con Khaled Meshaal, leader politico di Hamas, residente a Damasco.

Sul terreno Hamas sembra intanto aver raccolto importanti successi in tutta la Striscia di Gaza. Nel sud della Striscia miliziani di Hamas hanno assunto il controllo del settore ovest della città di Khan Yunes. Nel centro della Striscia i miliziani di Hamas hanno combattuto ieri strenuamente contro le forze di Abu Mazen asserragliate nei campi di Nusseirat, Maghazi e a Deir el-Balah. Anche in quelle località è adesso Hamas a prevalere. Analoghi successi Hamas ha registrato la scorsa notte nel nord della Striscia, conquistando, dopo combattimenti feroci protrattisi per ore, la sede della Sicurezza nazionale nel campo profughi di Jabalya. In questa battaglia si sono avuti 12 morti fra le forze presidenziali e 2 morti fra gli attaccanti. Nella mattinata di ieri Hamas ha proseguito la pressione militare riuscendo a espugnare le Torri Makusi (un complesso di edifici alti 12-15 piani, che controllano la zona adiacente) dove abita il portavoce di al Fatah, Maher Meqdad. In questa battaglia si sono avuti sei morti, a quanto pare miliziani di al-Fatah. Meqdad non era in quegli edifici.

Negli ospedali, alcuni dei quali trasformati in postazioni di miliziani, la situazione è drammatica. I feriti sono centinaia, scarseggiano medicinali e sangue. Uno dei dirigenti di Hamas a Gaza, Sallah Bardawil, ha intanto affermato oggi che i tentativi di dialogo con al Fatah sono definitivamente falliti e che non resta ormai che il ricorso alle armi. Bardawil ha bollato i suoi rivali politici con il termine «Lahdi»: un riferimento, questo, al generale
libanese Antoine Lahoud che negli anni Novanta si mise al servizio di Israele per arginare nel Libano del sud la guerriglia dei palestinesi e dei miliziani Hezbollah. «Le forze "Lahdi" e i golpisti devono essere isolati» ha detto Bardawil.

Lo scontro tra le due fazioni si era inasprito ieri. Hamas aveva lanciato le sue forze contro il quartier generale delle forze di sicurezza di al Fatah a Gaza, dopo un ultimatum che imponeva a Fatah di lasciare le proprie sedi. Il comando delle forze dell''Anp, fedele al presidente Abu Mazen ha ordinato alle unità di Gaza di difendere le postazioni, accusando i miliziani di Hamas di tentativo di golpe. «Avanti, forze armate! Combattete i fautori del golpe. Difendete la la vostra dignità e il vostro onore militare. Difendete la sicurezza della vostra gente», ha esortato un comunicato. Per conto di Hamas, il presidente ad interim del parlamento Ahmed Bahar, ha accusato il presidente Abu Mazen di essere personalmente responsabile degli spargimenti di sangue in corso a Gaza e di aver assecondato «un complotto» ai danni del popolo palestinese.

A Gaza tutte le attività sono sospese, la gente è barricata in casa e gli ospedali sono trasformati anch''essi in campi di battaglia: cecchini si sono infatti appostati sul tetto dell''ospedale Shifa. Scontri a fuoco sono stati segnalati un po'' dappertutto ieri a Gaza City dove i blindati delle forze di sicurezza palestinese fedeli ad Abu Mazen sono apparsi nelle strade. Intensi combattimenti sono scoppiati strada per strada e tetto per tetto, attorno a due comandi dei servizi di sicurezza, attaccati da miliziani di Hamas.

Ieri pomeriggio la televisione al-Aqsa, gestita da Hamas, ha sospeso le trasmissioni.Gli studi sono circondati da forze fedeli al presidente Abu

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