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Corriera della Sera

Summary rating: 4 stars 4 Recensione
Review by : Giuliano60
Visite : 422  parole: 900   Pubblicato il: febbraio 04, 2007
Cannabis, hashish e marijuana, fine di un mito….Si sfata ed era ora, l’abitudine di considerare le droghe leggere delle sostanze stupefacenti il cui utilizzo sarebbe visto da molti più come l’effetto di una ragazzata che di una vera e propria tossicodipendenza. La scienza dimostra tutto il contrario e ci allerta sui rischi veri cui si incorre con l’abitudine al consumo di droghe leggere.Due processi culminati con la condanna per omicidio,il primo svoltosi in Inghilterra, il secondo in Italia, hanno un unico denominatore comune; entrambi gli imputati, all’epoca dei fatti, erano sotto l’effetto della cannabis. Il primo omicida, un soldato inglese, dopo aver fumato una dose massiccia di marijuana uccide l’amico col quale condivide una frugale cena, senza alcun apparente motivo di tensione, il secondo, accoltella, con inaudita ferocia, la giovane fidanzata per futili motivi. Ma i due omicidi, hanno anche un altro particolare che li accomuna; entrambi, infatti, dopo lo stato confusionale successivo al drammatico evento, hanno spazzato, letteralmente, dalla memoria l’accaduto.Certo, parliamo di due casi limite, per fortuna i consumatori abituali delle cosiddette, droghe leggere, o volendosi spingere ancora più in là nella definizione, droghe “buone”, non giungono sovente a compiere delitti efferati come i protagonisti delle vicende narrate. Ma c’è un particolare che si sottace, ovvero,che dietro un apparente, quanto inspiegabile fatto di sangue di incontrollata violenza, a scatenare la furia omicida, vi sia troppo spesso, l’abuso di sostanze stupefacenti e questo risultato è sulla maggior parte dei verbali della Polizia che indaga sui fatti.Del resto, le neuroscienze, che studiano queste sostanze, alla luce dei recenti risultati cui sono pervenuti negli ultimi anni, hanno dimostrato che sia cannabis, che hashish e marijuana agiscono, soprattutto quando la loro concentrazione nell’organismo aumenta sensibilmente, direttamente sulla corteccia cerebrale, avendo come risultato una diminuzione sensibile dell’attività inibitoria comportamentale, ciò significa che in determinati momenti, scatenati da diversi fattori, l’individuo per un arco di tempo ristretto non è più in grado di frenare le proprie emozioni o reazioni ad uno stimolo, con conseguenze imprevedibili e spesso tragiche. Ma c’è di più, secondo il pensiero scientifico moderno, il tetracannabinolo, il principio attivo della cannabis, parrebbe avere un ruolo determinante in chi l’assume, nello scatenare crisi di collera improvvisa e difficilmente controllabile, con atteggiamenti riferibili a vere e proprie crisi psicotiche.In “Marijuana. Miti e fatti “ un importante lavoro scientifico statunitense, si punta il dito sugli effetti devastanti della cannabis sui suoi assuntori abituali ai quali viene riscontrato sempre di più l’effetto negativo con vere e proprie crisi, anche gravi, a livello psichico in questi soggetti. Purtroppo l’orientamento attuale, grazie ad una corrente antiproibizionista in parte imperante, tende a minimizzare il fenomeno delle droghe considerate leggere, ma studi di oltre trent’anni di queste sostanze confermano sempre di più la pericolosità della cannabis e dei suoi derivati sia individualmente che come fenomeno sociale. Oggi si arriva a considerare,persino, che gli attuali quarantenni non possano non aver avuto in gioventù un avvicinamento alle droghe leggere, dimostrando, proprio per far cadere l’allarme di pericolosità di queste sostanze, come oggi, la stessa persona,magari occupi posti di rilievo nella nostra società, dimenticando e questa è una realtà certa, che il micidiale tetracannabinolo, all’epoca aveva una concentrazione pari a poco più del 2% e oggi supera, abbondantemente, il 20%, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti riportati quotidianamente dalla cronaca e con un’ondata di violenza e di aggressività, senza uguali nella storia dell’uomo moderno. E’ ora che ci si interroghi seriamente sulla possibilità di avviare al più presto una campagna di informazione capillare sui danni, spesso irreversibili, che anche le droghe leggere hanno sui consumatori, ciò per evitare che, ad un incremento, fuori da ogni controllo, del consumo di queste sostanze, si assista ad una generazione futura di soggetti sempre più insani e instabili, mentalmente. Giuliano Marchese

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Commenti

Showing 1 out of 1   Aggiungi un commento
  1. Sig

    Armando

    lunedì 5 febbraio 2007

    Penso che con questo articolo si sia proprio fatto centro su uno dei problemi più spinosi e scottanti del momento; non sapevo comunque certe cose apprese nell'articolo tanto ben scritto, complimenti al suo autore Armando

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