ROMA. Via libera al testamento biologico, ovvero all’adozione «della massima responsabilità da parte del cittadino».
E’ nel programma dell’Unione. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Livia Turco, a margine della prima Giornata
nazionale del malato oncologico, voluta dalla Federazione dei volontari in oncologia. Il che significa che sarà possibile decidere del proprio futuro, mentre si è ancora in pieno possesso delle facoltà mentali, a proposito di trattamenti sanitari prolungati, qualora le stesse facoltà fossero gravemente compromesse o addirittura annullate. «Nei tempi giusti - ha chiarito il ministro - affronteremo anche questo provvedimento, con le metodologie necessarie di coinvolgimento e di discussione, perché sui temi etici c'è grande sensibilità e vanno costruite larghe alleanze».
Colmare le disuguaglianze tra Nord e Sud del Paese, favorire un patto per la
prevenzione e rilanciare la ricerca, mettendo in luce i centri di eccellenza che non mancano in Italia, sono le direttrici che Livia Turco si è impegnata a percorrere. Prioritario, il tema della ricerca, sulla quale bisogna investire di più. In campo oncologico, il nostro Paese, come ha ricordato il ministro, ha raggiunto risultati di grande rilievo in termini di diagnosi e terapia. Lo testimonia, infatti, il tasso di sopravvivenza che è in costante crescita. Però si registrano ancora disuguaglianze tra Nord e Sud, con un incredibile paradosso: nel Meridione ci si ammala di meno, ma si muore di più. Altra meta da raggiungere: valorizzare le eccellenze e colmare le lacune.
Che non sono poche. Turco ha fatto esplicito riferimento alla carenza delle strutture per la radioterapia nelle regioni del Sud. «Il Servizio sanitario nazionale - ha spiegato - si basa su principi di solidarietà ed equità e deve poter garantire la stessa qualità delle cure a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano». Nota dolente: le liste d’attesa. Secondo il ministro, bisogna considerare i malati oncologici tra le urgenze da trattare nelle strutture sanitarie. Insieme con il testamento biologico, i malati, le loro famiglie e chi li assiste si augurano un veloce percorso che tolga l’Italia dal vergognoso ultimo posto in Europa.
«Vogliamo - ha rassicurato Livia Turco - che la terapia del dolore diventi sempre più parte dei livelli essenziali di assistenza e che sia diffusa in tutto il territorio nazionale». Ogni anno, in Italia, sono 270 mila le persone colpite da una forma di tumore e si stima che fra quattro anni arriveranno a 400 mila. Prevenzione dev’essere la parola d’ordine. Per concretizzarla, il ministero della Salute ha già un programma che prevede screening, riduzione dell'esposizione al fumo, riduzione del consumo di alcol, prevenzione delle infezioni, riduzione dell'esposizione ai cancerogeni. Ed è in fase di elaborazione il piano nazionale oncologico.
Ma anche l’aspetto psicologico gioca un ruolo importantissimo nella malattia. E il ministro lo ha messo in evidenza. «C'è un sapere della sofferenza e della malattia che vanno ascoltati ed elaborati dalla scienza. Il sapere medico - ha concluso - non può fare a meno della persona sofferente, perché il malato non solo ha bisogno di cure, ma è protagonista della guarigione e del benessere»