Vivremo in una società in cui non ci sarà la cellulite ad affliggere le donne, né le rughe a segnare gli anni che passano inesorabili, né i chili che condannano i fianchi a movimenti acrobatici assurdi. Questa è l’ipotesi di Dominique Dyens in Eloge de la cellulite et autres disgraces. Un mondo in cui la donna che ha una ruga è costretta alla clandestinità, una società in cui le portinaie dei condomini organizzato lifting party e botox party per gli inquilini del palazzo. Una donna tradita avrà anche la possibilità di cambiare volto , trapiantarsi quello della rivale e riconquistare l’amore del marito perduto. Lo stesso mondo in cui le
donne che si oppongono alla
chirurgia estetica agiscono a mò di setta segreta, cospirando di nascosto. La Dyen immagina il chirurgo estetico che va in giro con la propria valigetta piena zeppa di microiniezioni, fialette e intrugli sottocutanei che a domicilio riserva il proprio operato, proprio come un parrucchiere o un estetista.
La verità è che a Londra questo tipo di servizio è più vicino alla realtà che alla fantasia di una scrittrice che vuole “denunciare la dittatura dell’apparenza”. Un esiguo gruppo di medici ha ideato la consegna a domicilio di peeling, botox e iniezioni filler.
La Francia deve vantare la paternità del lifting. Fu, infatti, Suzanne Noel ad inventarla e a metterla in pratica su Sarah Bernardt. Gli
interventi plastici in questa nazione, nell’arco di un anno, vanno dai 200 mila ai 250 mila. In Gran Bretagna sono 250 milioni di euro di fatturato per la chirurgia estetica, in particolare quella degli impianti al seno. E’ alta e dilagante anche la richiesta di interventi agli organi genitali. In America, si sa, le donne sono molto più disinvolte nei confronti della medicina estetica: 11 milioni di interventi, inclusi quelli con l’uso del bisturi.
Chirurgia plastica e medicina estetica sono settori di ampio respiro nel futuro. La ricostruzione del viso ultimata con successo da poco nella nostra storia, aggiunta alla coltura delle cellule staminali, per riformattare tessuti epidermici, sono eventi scientifici che non fanno certamente meravigliare chi legge il
libro della Dyens.
Certo è che il protagonista uomo del libro della Dyens si stanca di tanta perfezione. Deve essere proprio un intenditore lui: la
perfezione nell’arte, quella che riproduce la realtà, è ben altra cosa!
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