Maggiore
cooperazione tra Stati membri, aumento degli
obblighi di dichiarazioni
fiscali per le
compagnie considerate a
rischio e una riforma dell'Iva. Sono queste alcune delle misure proposte oggi a Bruxelles dal commissario Ue al Fisco Lazslo Kovacs per contrastare la frode fiscale che “è diventata una delle cause principali di preoccupazione”. Si stima che 200-250 miliardi di euro vengono sottratte alle finanze pubbliche dei Venticinque attraverso frodi fiscali, una cifra pari al 2-2,5 per cento del Pil europeo.
“Credo fermamente che sia tempo di considerare nuovi modi per combattere più efficacemente le frodi fiscali”, aggiunge Kovacs. La strategia proposta dall'esecutivo Ue prevede dei meccanismi di cooperazione più efficienti tra gli Stati membri, soprattutto nel campo della tassazione diretta e nell'assistenza al recupero delle tasse. La Commissione suggerisce anche di migliorare l'informazione tra gli Stati sulle compagnie considerate a rischio e la creazione di un forum permanente per la cooperazione amministrativa. Tra le ipotesi suggerite nel documento c'è anche l'aumento degli obblighi di dichiarazioni fiscali per le compagnie considerate a rischio e una riduzione di questi obblighi per le aziende che ottengono un'autorizzazione ad attivare una partnership con le autorità fiscali. Inoltre la Commissione propone un uso migliore e standardizzato degli strumenti informatici per uno scambio più rapido delle informazioni. Da rivedere anche il
pagamento dell'Iva, attraverso cui si stima che siano evasi nell'Ue 60 milioni di euro. Allo studio ci sono diverse ipotesi, come il pagamento dell'imposta nel paese di origine o il pagamento da parte del fornitore di beni.
Altre recensioni su Dall’Ue nuova strategia contro le frodi fiscali