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Torna la Carrà e parla di adozioni

di : Claudia     


Su Raiuno dal 25 marzo con Amore
Dopo due anni di assenza Raffaella Carrà torna in tv con un programma
sulle adozioni a distanza dal titolo Amore al via il 25 marzo su Raiuno. L'idea nasce dall'esperienza personale della conduttrice: "Tre anni fa sono andata per la prima volta in Guatemala a vedere il mio primo figlioccio, Luis, che oggi ha undici anni". "Ospiterò personaggi comici, ballerò e canterò. Non sarà mai un programma pietoso, magari tenero".
"La mia settima bambina si chiama Micaela: l'avevo vista in un filmato trascinare una carriola piena di pietre per tutto il giorno e poi, sempre sorridente, incollarsi addosso il fratellino. Ho chiesto subito di adottarla, ieri mi hanno detto che l'hanno rintracciata".
L'emozione di diventare mamma a distanza brilla negli occhi di Raffaella Carrà. Accantonato il progetto di un nuovo Milleluci per problemi di budget, la Carrà sa di compiere ora una scelta "forse unica al mondo" e "coraggiosa: ma se non la faccio a sessant'anni, quando? Dopo una lunga carriera si sente il bisogno di occuparsi di chi ha avuto meno fortuna di noi. E poi ho una serenità dentro che nasce dai viaggi che ho fatto in giro per il mondo, dalle realtà che ho visto, dopo i concerti in Sudamerica, nelle favelas dove medici e volontari si impegnano con uno slancio straordinario: credo che sia da servizio pubblico un programma che dà onore a chi lavora in questo campo.
"E pazienza se faccio un po' meno di ascolti: nella mia esperienza un po' anarchica ho sempre rischiato molto, stavolta rischio del tutto". Dietro il progetto, ammette, c'è forse un po' di "senso di colpa" e quel desiderio di maternità che non è mai riuscita a realizzare: "All'inizio non ho voluto bambini: non mi andava di fare la star che gira il mondo con il panierino. Poi ci ho provato: ma a quarant'anni la natura mi ha detto no". Bando al buonismo, comunque: "Non crediate che voglio sentirmi dire 'brava': con garbo femminile e con misura cercherò di affrontare il tema", anche con l'appoggio di quindici Onlus specializzate nell'adozione a distanza di singoli bambini e la supervisione del Segretariato Sociale della Rai.
"Nello studio ("il 'mio', l'Auditorium", spiega) ci sarà una sorta di grande centralino: durante la settimana ci si potrà proporre come padrini e le Onlus si preoccuperanno di gestire le richieste". Ci saranno anche filmati, dedicati però a storie generiche ("le nostre troupe sono in India, Cambogia, Filippine, Marocco, Congo, Kenya, Brasile"), e testimonianze di gente comune e personaggi noti: "Non immaginavo neanch'io quanti artisti hanno bambini adottati a distanza".
In uno show di prima serata ovviamente avrà grande spazio il divertimento: "Ospiterò personaggi comici, ballerò e canterò, accompagnata da una grande orchestra. Non sarà mai un programma pietoso, magari tenero". E perfino autoironico: "Chi dice che mi prendo troppo sul serio avrà una sorpresa".
La capacità di entrare in contatto umano con il pubblico televisivo "l'ho scoperta con 'Pronto Raffaella"', sottolinea. "Mi sono poi specializzata in ricongiungimenti con 'Carramba': è un programma che mi ha dato emozioni forti, lo rifarei anche domani". Nel 2001 l'approdo al festival di Sanremo: "Dissi di sì di fronte alle insistenze della Rai. Le critiche? Non mancano mai. Ma vorrei ricordare che una volta tanto si scrisse: 'Sanremo vende'. Penso che le case discografiche dovrebbero lavorare tutto l'anno a pezzi da proporre all'Ariston e spendibili a livello internazionale. Panariello? Ha lavorato onestamente. Baudo? Troverà lui - scherza - la soluzione. Il festival comunque, è bello vederlo da casa".
Nel 2004 è stata la volta di Sogni : "Quando ho visto 'Il treno dei desideri' (lo show condotto da Antonella Clerici appena conclusosi su Raiuno, ndr) ho pensato 'Ma questo è il mio programma'. Ho telefonato al produttore, Marco Bassetti, che si è anche scuni a distanza: "So di essere una piccola goccia nel mare: ma 'gutta cavat lapidem'. La speranza è che questi bambini, crescendo nelle loro famiglie, possano mangiare, studiare, essere curati, diventare cittadini consapevoli. Nel mondo di oggi se non sei solidale, lo scontro fra razze diverse puà diventare ancora più violento".
Pubblicato il: marzo 09, 2006
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