G. CAVALIERE - Chi naviga in rete sa che l'utilizzo dei
motori di ricerca e' un passaggio fondamentale per ottenere
informazioni in
maniera veloce e precisa. Non si puo' prescindere, dunque, dal collegarsi a
crawler famosi, che meglio possano soddisfare la nostra ricerca di informazioni. Ma non e' tutto oro cio' che luccica.
Le tre generazioni dei motori di ricerca
Navigare in rete, oggi soprattutto, e' sinonimo di motori di ricerca. L'enorme importanza che i crawler (cosi' si chiamano i motori di ricerca) e' talmente evidente e conosciuta che non ci si meraviglia piu' di tanto se Google e' uno dei siti piu' visitati al mondo. Qualunque informazione che l'utente sa di poter ottenere in rete parte in maniera quasi esclusiva da un crawler.
Nati con lo scopo di facilitare l'utilizzo delle
pagine Web nei
primi anni di vita del WWW, questi motori avevano modalita' di funzionamento piuttosto semplici. Con l'ausilio di agenti informatici, chiamati «bot», i primi motori di ricerca indicizzavano il maggior numero possibile di pagine web e restituivano all'utente quelle pagine che contenevano (in maniera piu' o meno frequente) le parole ricercate. Non veniva svolta alcuna attivita' di studio ulteriore sulle pagine indicizzate, poiche' l'obiettivo primario dei primi search engine era quello di aiutare il navigatore a orientarsi nel «mare magnum» della rete, senza che perdesse in maniera irreversibile la bussola del suo viaggio. Quei pochi (rispetto a oggi) risultati che venivano restituiti dai crawler negli anni passati erano certamente un ottimo punto di partenza per il navigatore.
Per facilitare l'ingresso di alcuni siti web nelle «grazie» di un motore di ricerca, i webmaster avevano giustamente puntato su un uso accurato dei meta tag per il proprio sito. I meta tag non sono altro che informazioni in linguaggio HTML, che vengono immediatamente visualizzate dal programma browser del visitatore. Esse rimangono nascoste a un esame superficiale, ma costituiscono un importantissimo (e sempre attuale) strumento per attirare l'attenzione dei bot al contenuto del proprio sito web. Attraverso i meta tag, colui che crea un sito non solo e' in grado di descrivere il contenuto e i servizi offerti, ma puo' anche inserire parole chiave, che, se particolarmente efficaci, permettono di rendere piu' visibile il proprio sito web nei risultati dei motori di ricerca.
Bisogna ricordare, pero', che il numero delle pagine nel corso degli anni e' aumentato in maniera vertiginosa e, dunque, quel determinato modo di elaborazione fatto dai crawler avrebbe portato al collasso l'intero funzionamento delle ricerche on line. Infatti, come gia' accennato, i primi motori di ricerca catalogavano solamente le pagine senza svolgere alcun tipo di analisi sui risultati ottenuti. Aumentando le pagine web di conseguenza si andava generando un disorganizzato e confuso archivio che non avrebbe fornito alcuna informazione davvero valida per l'utente (solo Google afferma di aver indicizzato ben sei miliardi di pagine, ma si tratta di una minima parte del Web). Nel linguaggio informatico, infatti, l'ottenimento di troppe informazioni, confuse e non dettagliate, equivale ad assenza totale di informazioni.
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