La protesta contro le
vignette sul profeta Maometto si trasferisce online. Secondo la radiotelevisione britannica Bbc, più di 900
siti web danesi e oltre 1.600 di altri Paesi occidentali sono stati
colpiti da hacker islamici che hanno sostituito le home page con messaggi inneggianti all'Islam.
La
maggior parte dei siti colpiti appartengono a piccole imprese o ad associazioni che non avevano investito in programmi di sicurezza efficienti. Al contrario, quelli del governo danese o quello dello Jyllands-Posten, il quotidiano che per primo aveva pubblicato le vignette, hanno resistito agli
attacchi.
Nonostante questo assalto su larga scala, la maggior parte dei siti coinvolti hanno già risolto i loro problemi.
«Non ho mai visto così tanti attacchi a sfondo politico in così poco tempo», ha commentato Roberto Preatoni, fondatore e amministratore di Zone-H, un gruppo che registra gli attacchi degli hacker. Secondo Preatoni, diversi personaggi presenti in vari Paesi islamici si sono coalizzati per rendere ancora più efficace la loro azione.
Gli attacchi degli pirati informatici per ora non ha sortito gli effetti desiderati se non riuscire a mantenere vive le polemiche sulla vicenda delle vignette contro Maometto.
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