Non si mette la mano tra giacca e camicia, all’altezza dello stomaco. Non si infila il mignolo nell’orecchio. Però finalmente rivela chi è il suo alter ego. «Solo Napoleone ha
fatto più di me. È così, è così...» ha detto Berlusconi a Enrico Mentana che ha di nuovo ospitato a “Matrix” la fluviale esposizione del premier sul suo buongoverno. «Un faccia a faccia con lui non posso proprio organizzarglielo» ha detto il giornalista. Fisso sulla sua idea, il premier ha aggiunto: «E io sono anche molto più alto». Non c’è ancora lo scolapasta in testa evocato cinque anni fa da Massimo D’Alema, ma per un attimo sembra di esserci molto vicini.
Il premier-imperatore, «un sobrio signore che va poco in tv», ha ripetuto il copione trito e ritrito di tutte le buone cose che il suo governo ha fatto. Per oltre due ore (ma con meno verve del solito) lasciando un po’ di spazio anche al conduttore e ai direttori del Manifesto, Polo e della Padania, Paragone. Ormai anche lui si deve essere stufato di sentirsi. Tant’è che anche se non è vero, come dice la sinistra, «che io strasbordo in tv» ha sottolineato con enfasi che «finalmente arriva la par condicio, la legge bavaglio, così da martedì potrò
andare un po’ meno in tv e potrò riposarmi». Ma la legge «liberticida» non gli impedirà di andare comunque in televisione. Lui si dice «ancora in credito» facendo dei calcoli astrusi sulle presenze in cui da una parte ci sono le sue e contro tutte quelle degli altri. Alleati compresi.
Dunque per comparire ci sono innanzitutto i telegiornali, anzi «i liberi telegiornali» che sembrano destinati ad accogliere la firma del nuovo contratto con gli italiani. Un’idea sempre valida ma che dovrebbe vedere una clausola finale sostanzialmente diversa da quella del documento firmato cinque anni fa, notaio mediatico Bruno Vespa. «Nell’eventualità che gli impegni fossero tutti rispettati non mi presenterei più». Insistendo sul concetto che una sola legislatura non è sufficiente per cambiare profondamente il Paese, il premier cerca di attrarre gli elettori paradossalmente promettendo di andarsene per sempre al termine di un nuovo mandato.
La «pigrizia» dell’elettorato di centrodestra è uno degli spauracchi di Berlusconi che ribadisce di essere convinto che una mobilitazione forte lo avvantaggerà sicuramente. Oltre l’82 per cento di votanti i giochi, lui spera, dovrebbero essere fatti. Nonostante gli alleati. Quelli che ammettono di aver da giovani «fumato spinelli. Ma io già pensavo solo al lavoro. Loro
poi sono di un’altra generazione. Hanno fatto il ‘69...No, il ‘68».
A testa bassa contro l’opposizione e contro i giornalisti. Berlusconi che sostiene di non offendere mai nessuno ed accusa la
sinistra di insultarlo in continuazione mentre lui fa «solo battute» davanti ad una fotografia di Fassino prima dice «com’è magro» poi aggiunge «non so se sia meglio avere un rapporto con lui o andare in pellegrinaggio ad un ossario». Romano Prodi «è invecchiato più di me e questo gli ha compromesso la statura» e poi «nella sua maratona non è stato molto lineare, le cronache raccontano di un entra ed esci» smentito ancora una volta dallo staff del professore. Massimo D’Alema è l’anima nera della coalizione del centrosinistra, «il prossimo presidente del Consiglio, un film già visto». Una vittoria dell’attuale
opposizione il premier non la vuole prendere neanche in considerazione. Se però dovesse accadere « sarò ancora in Parlamento a fare un’opposizione costruttiva come ho già fatto per sei anni». Ma non se ne parla proprio perché gli italiani sono troppo intelligenti. E si si tratta di dire qualcosa di sinistra «sono pronta a dirla io». Non ha visto il film di Moretti ma il tormentone gli piace.
La Rai che ha dato tanto spazio a chi lo infanga come «Celentano e Benigni», in particolare Rete3, e più in particolare “Ballarò” scatenano l’ira di Berlusconi. «Giovanni Floris non è una bravissima persona ma è un bravo conduttore... che è una cosa diversa e che sceglie un pubblico tutto di sinistra». La redazione del programma replica: «Il pubblico non è “pescato” ma è formato con equilibrio. C’è sempre una cospicua rappresentanza di simpatizzanti di Forza Italia. E Floris a noi sembra una brava persona». A Berlusconi saltano i nervi: «Sono dei bugiardi. Quella trasmissione è una macchina da guerra con servizi costruiti ad arte». Una situazione «scandalosa» che il Cda Rai e l’Authority incredibilmente «tollerano» ma a cui è intenzionato a porre rimedio.
Quando avrà vinto le elezioni. Per farlo è pronto ad allearsi con tutti. Anche con la destra più destra che c’è. Con Rauti è fatta. «La prossima settimana ci sarà anche la Mussolini».
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