LA GIUSTIZIA IN ARABIA SAUDITA:
OCCHIO PER OCCHIO E TUTTI DIVENTANO CIECHI!
Io non sono uno di quelli che sono spaventati dall'idea di una polizia globale. Nè rispetto l'imperialismo americano nei paesi in via di sviluppo, e ancor meno apprezzo lo sfruttamento dei paesi musulmani ricchi di petrolio da parte degli USA. Comunque, quando i governanti di stati come l'Arabia Saudita hanno i comportamenti che hanno, cioè non si sforzano minimamente di migliorare le condizioni intellettuali e sociali dei cittadini e perseverano nel governare la nazione con la selvaggia legge del taglione, penso che chiunque abbia il diritto di dire loro come comportarsi. Mi riferisco al trattamento imposto a un cittadino indiano proprio in Arabia Saudita. Secondo le fonti, un uomo di nome Naushad, nativo del distretto di Kollam, nel Kerala, ora è nelle prigioni saudite con la condanna a restituire un occhio ad una
persona che lo aveva
perso in una lite con lui. Non può esserci
modo più bizzarro e
barbarico di amministrare la giustizia nel
mondo intero. Se una persona ha davvero perso un occhio, il colpevole dovrebbe, come in ogni paese, essere punito non nel crudo senso corporale, ma in un modo umano, come è naturale negli stati democratici; e, se necessario, risarcire la vittima adeguatamente della perdita subita. Quanto è vera la massima del Mahatma Gandhi che afferma: occhio per occhio fa un mondo di ciechi! L'Arabia Saudita pare non capire che con il suo sistema penale barbarico, offre il pretesto a stati come gli USA che pretendono di avere una "missione civilizzatrice", sebbene il motivo sinistro sia in realtà l'appropriazione di petrolio.
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