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Sommari e brevi recensioni

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Up

di : mauro_meo     


Capita a volte di andare un pomeriggio di domenica al cinema pensando semplicemente di ridere e di divertirsi guardando un
cartone animato di un vecchio burbero, di un cane parlante, di uno struzzo in technicolor, di un boy scout cicciotello. E di scoprirsi invece a piangere sommessamente in alcuni momenti, di pensare quanto delicato e tenero possa essere anche un cartone animato.
Un album fotografico. Quello di Ellie e di Carl. Forse un po’ più di Ellie, era lei a tenerlo, a raccogliere le fotografie, a riempire di ricordi e di sorrisi i fogli vuoti. E un sogno da realizzare, un sogno anche suo, anche di Carl, ma soprattutto della dolce Ellie, chiacchierona e sempre allegra, sempre con un sorriso per tutti. Un sogno da realizzare insieme, da sempre. Da quando si erano conosciuti, lui con un palloncino in mano, lei subito rumorosa e mai ferma, così tanto da lasciarlo senza fiato, senza parole, lui già allora così timido e silenzioso. Un sogno da realizzare anche ora, quando Ellie ormai non c’è più. Un sogno che diventa il suo ultimo atto d’amore, un altro atto d’amore del silenzioso Carl, con la sua aria severa e il suo fare diventato apparentemente brusco. Un messaggio semplice e delicato per la sua Ellie. È questo Up. Un film che racconta di un amore. Con tante risate, come deve avere un cartone animato. Con tante avventure. Ma alla fine una delicata, dolce, poetica dichiarazione d’amore di un vecchietto burbero che sembra Walt Kowalski, lo scontroso e intrattabile Walt di Gran Torino. Anche Carl è burbero e solitario. Anche lui solo, sopravvissuto alla moglie. Anche lui anziano e circondato da un mondo che gli pare ostile e che lui non ama più. E che sembra volergli portare via gli ultimi momenti di una vita tranquilla. Anche lui alle prese con un ragazzino a cui si affeziona troppo in fretta, anche non volendolo. Non un giovane hmong ma un panciuto boy scout alla ricerca dell’ultimo distintivo, quello che gli manca per avere la serie completa e la premiazione davanti ad un padre assente, sempre in giro per il mondo. Il distintivo di accompagnatore di vecchietto. E potete immaginare, con il sorriso e con un filo di malinconia, la reazione di Carl alle attenzioni, non richieste, del piccolo Russell. Che rappresenta la parte lieve, divertente del film, con Kevin e Dug in un alternarsi attento di lacrime e di sorrisi. Lacrime e sorrisi con tante avventure divertenti e inaspettate che ricordano a tratti anche Harrison Ford nei suoi Indiana Jones o anche tanti antichi film di avventure in mondi lontani.
Ma a colpire è soprattutto la poesia di questo Up. Poesia che fa male a tratti. Che regala lacrime. La mia Ellie lo ha definito un film triste. A me è parso un film poetico, una poetica dichiarazione d’amore. Lieve e silenziosa, come devono essere le vere dichiarazioni d’amore. Tra foto in bianco e nero e palloncini colorati nel cielo, come in un dipinto di Magritte. Un dipinto surreale ma così tenero e delicato…
Pubblicato il: novembre 05, 2009
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