Che film strano, pieno, è Il dubbio. Riesce a mantenere la promessa che ha nel suo titolo e nel suo inizio, il sermone di
padre Flynn, fino alla fine, fino anche alla conclusione del film stesso. Ci lascia nel dubbio, non capiamo quale sia la verità delle accuse e dei fatti raccontati. La possiamo intuire forse, anche se poi l’intuizione e la sensibilità di ognuno regala differenti risposte. Ma non vi è una risposta certa. Anche noi siamo nel dubbio. Il tema è difficile, quello delle possibili attenzioni sessuali di un prete verso un ragazzino. Tema difficile, scottante, complicato. Con tanti agganci alla realtà, a fatti purtroppo realmente accaduti. Ma nel film la verità è confusa, complicata. C’è del dubbio, il dubbio rimane. Siamo a metà degli anni Sessanta nel Brox e il confronto, duro, serrato, è tra il prete della chiesa parrocchiale, padre Flynn e la direttrice della scuola parrocchiale, una suora dura e inflessibile, Aloysius Beauvier. Cioè Philip Patrick Hoffman e Meryl Streep, entrambi straordinari interpreti. Tutto parte quando un’altra suora della scuola racconta un suo dubbio alla direttrice su un presunto interesse di padre Flynn per un ragazzo, tra l’altro il primo ragazzo di colore ammesso alla scuola, Donald Miller. È appena un dubbio, ma che scatena la direttrice nella sua ricerca di prove contro il prete. Una ricerca dura e senza nessun dubbio, senza nessuna incertezza. In realtà il regista, John Patrick Shanley, riesce a metterci dentro quel dubbio. È colpevole o no padre Flynn. Esagera forse la direttrice. Lei esempio di un modo vecchio di insegnare, mentre il prete forse non è colpevole, ma solo con l’interesse di aiutare concretamente il ragazzo, senza alcun secondo fine. Non vi è risposta nel film a queste domande. Le dobbiamo cercare noi, con la nostra sensibilità, con le nostre intuizioni. Un film difficile, bello. Con una Meryl Streep straordinaria, come sempre.