Ho sempre amato i film con un vago sentore epico. Mi affascinano sempre, come questo film di Kevin Costner L’uomo del giorno
dopo, anche se mi piace di più il titolo americano, The Postman. È stranamente affascinato Kevin Costner da questo tipo di film, postbellici con un’umanità da ricostruire partendo proprio da quegli ideali dell’America più antica. In fondo anche Waterworld parlava di questi temi. Da questo punto di vista Kevin Costner forse è in ritardo con i tempi, con la storia. Ma non è questo l’unico punto in comune dei due film, accomunati anche dall’insuccesso di pubblico e ancor più dei critici. Ed è un peccato, forse perché alla fine questi due film non sono stati capiti fino in fondo e, almeno a me, sono piaciuti. Proprio per quel loro vago sentore epico, per la voglia di rinascita, di ripartire dalle macerie di un mondo sommerso o distrutto. Partendo dalla fedeltà a degli ideali forti, antichi. Anche qui siamo in un’America post atomica. Un mondo distrutto, un’umanità spazzata via. Pochi villaggi di gente spaurita che cerca di difendersi dai cattivi, in questo caso dagli uomini del generale Bethlehem, uomo colto e pericoloso, a capo degli Holnisti, cattivi predatori che spazzano il mondo sopravvissuto. E tutti gli altri cercano appena di difendersi, quasi come in un nuovo Medioevo. A cambiare tutto una semplice persona. Un postino. Uomo senza nome, appena il postino per tutti, interpretato proprio da Kevin Costner. In realtà una persona normale che ritrova una giacca da postino e della posta da consegnare di prima della guerra atomica. E così decide di consegnarla quella posta, suscitando inizialmente lo stupore e la diffidenza delle persone. Stupite però di poter leggere antiche lettere. E piano piano torna la voglia di comunicare, di scrivere. Nasce un gruppo di postini, che naturalmente andrà a scontrarsi con gli uomini del generale Bethlehem. Ma questa volta le persone normali decideranno di difendersi per davvero, di combattere. I messaggi del film sono chiari ed evidenti. L’importanza della comunicazione, di una vita sociale scandita da regole, della voglia di lottare per i propri diritti. In realtà il film suscitò parecchie critiche, fu anche definito brutta copia di Mad Max e forse, critica più giusta, un po’ in ritardo con la storia. Ma a me in fondo piace, la voglia e la forza di riprovare a costruire un mondo, un’umanità intera.