C’è stato un tempo, alcuni anni fa, in cui ero un grandissimo appassionato di basket. Lo seguivo sempre, in ogni momento,
in ogni sua forma. Era il periodo d’oro del basket qui da noi in Italia probabilmente. Lo guardavo in televisione, facevano ancora al sabato pomeriggio, ricordo verso le sei, sulla Rai una partita del campionato italiano, l’anticipo della giornata della domenica. Lo andavo a guardare ai palazzetti, in modo particolare qui a Varese, quando la Pallacanestro Varese era davvero una grande squadra, cercando soprattutto di non perdere le sfide con le mie V nere, la Virtus Bologna. E poi le telecronache e is servizi di Dan Peterson sulle magie dell’Nba, vero spettacolo puro. E i sabati pomeriggi interi a giocare sui campetti a basket con gli amici. Era normale così che attesi davvero con grande impazienza l’uscita di questo film, di Space Jam, correndo naturalmente subito a vederlo al cinema. E divertendomi e ridendo davvero molto. A metà tra cartone e film con la stessa tecnica di Chi ha incastrato Roger Rabbit, mescolando i cartono animati con attori veri, a partire da Michael Jordan e Bill Murray. E con risultati probabilmente ancora più belli di quel film. La storia inizia con Michael Jordan da piccolo. Non è una premessa inutile e la capirete poi guardando il film. Gioca infatti a basket il piccolo Michael sognando di diventare un grande campione dell’Nba, ma promettendo al papà di giocare anche a baseball. A così dopo la sua straordinaria carriere nel mondo della pallacanestro Jordan una volta ritiratosi da quel mondo decide di onorare la vecchia promessa fatta a suo padre, cominciando così a giocare a baseball. Nel frattempo lontano nello spazio, un pianeta ha un grosso problema. Il suo luna park non ha più attrattive e così i bambini di quel pianeta si annoiano tantissimo. Scoperta l’esistenza della Terra e dei cartoni della Warner Bros, i Looney Tunes, gli alieni decidono di far di loro le nuove attrattive del loro luna park. Mandando così una squadra d’assalto composta da minuscoli alieni, alti cinque centimetri. I Looney Tunes decidono di sfidarli mettendo così in gioco il loro futuro. E vedendoli così bassi li sfidano ad una partita a basket. Solo che gli alieni possono crescere a dismisura prendendo anche il talento di chi vogliono. E ovviamente in questo caso dei giocatori dell’Nba. Nomi mitici, Barkley, Ewing, Malone. Tutti meno uno, proprio Michael Jordan, che ormai gioca solo a baseball. Ma a lui i piccoli Looney Tunes chiederanno aiuto. Per averlo come allenatore e come giocatore. Ne uscirà una splendida sfida, una splendida partita. Bugs Bunny, Gatto Silvestro, Willy Coyote, Lola Bunny, Nonna Papera e Michael Jordan e tanti altri, tutti contro i cattivi. Una partita emozionante, divertente, semplicemente spettacolare. È davvero uno splendido cartone, anzi film d’animazione, davvero divertente. Davvero belli gli effetti speciali, la colonna sonora, a cominciare da I believe i can fly, e i doppiaggi, effettuati tra gli altri da Simona Ventura, da Galeazzi e dal grande Sandro Ciotti.