• Registrati
  • ‎Cos'è Shvoong?‎
  • Accedi
    Accedi
    Memorizza il mio nome utente Hai dimenticato la password?

Sommari e brevi recensioni

.

Homepage Shvoong>Film>La città delle donne

.

La città delle donne

di : snaporaz979     


“La città delle donne”, film di Federico Fellini del 1980, presenta innanzitutto due grandi

motivi di interesse.
Il primo è il ritorno dell’attore-feticcio del regista riminese: quel Marcello Mastroianni che, sempre nei panni dell’alter ego Snaporaz, aveva interpretato il capolavoro “Otto e mezzo” (1963), e ancora prima il successo epocale “La dolce vita” (1959).
Il secondo è che, con questa pellicola, il cineasta sfidò i suoi limiti, tentando di superare la misoginia della propria produzione, in cui il gentil sesso (come lo si chiamava allora) era quasi esclusivamente visto con gli occhi di una fantasia erotica adolescenziale o addirittura infantile.
Per quanto riguarda il ritorno di Mastroianni, ai fan felliniani come il sottoscritto la cosa non può che far piacere. Eppure, malgrado l’attore sia come al solito a suo agio fra i fantasmi “snaporazziani”, si ha l’impressione che manchi quell’entusiasmo che verrà invece ritrovato in “Ginger e Fred” (1985), accanto a Giulietta Masina.
Anche il secondo punto, ossia la sfida al proprio maschilismo, non è del tutto risolto. Se nelle prime scene il protagonista, giunto nella fantasmagorica Città delle Donne, si imbatte in un convegno femminista, le istanze sociologiche vengono presto dimenticate per virare verso il solito carosello felliniano. Ci troviamo quindi nuovamente immersi in un insieme affascinante di invenzioni surreali, oniriche, grottesche, che però non ci dicono un bel niente dell’universo femminile, ma parlano esclusivamente della biografia, reale o sognata, dell’autore.
Il problema, dal citato “Otto e mezzo” in poi, è l’eccessivo soggettivismo che trasformò molti film del regista in brani di diario più che in vere narrazioni (anche se non mancarono le eccezioni, come “Prova d’orchestra” oppure “E la nave va”).
Attenzione: non sto dicendo che è un brutto film, perché la fantasia di Fellini mai come in quest’opera lascia ammirati. Semplicemente, non aspettatevi un film sulla femminilità: è “solo” un film onirico.


Pubblicato il: marzo 06, 2009
Valuta questo abstract : 1 2 3 4 5

Bookmark & share this post

Le persone che hanno letto questo abstract hanno letto anche:

.