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Sommari e brevi recensioni

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Big city

di : mauro_meo     


In questi ultimi periodi si è un po’ riscoperto un genere cinematografico un po’ antico e col tempo, e le mode, un po’ dimenticato.
Il western, con i suoi film sempre legati alla frontiera, ad un mondo con le proprie ferree regole basate sull’onore. Il remake di Quel treno per Yuma e L’assassinio di Jassie James. Certo film per adulti ed anzi forse per cultori di questo genere davvero mitico. La frontiera americana, spettacolari paesaggi, duelli all’ultimo sangue. E poi i cowboys e gli indiani. Ma è stato fatto anche un film western per i bambini. E da bambini, vista la quasi totalità dai protagonisti. Un film particolare, evidentemente allegorico e ricco di significati, che forse in parte però si perdono nella visione. Comunque di certo particolare ed interessante. Siamo nel più classico far west americano in piena epopea western. È il 1889. Una carovana, di emigranti come spesso accadeva in quel periodo, è attesa con ansia nella cittadina di Big City. Solo che ci mettono lo zampino gli indiani. Assalendolo, nel più classico degli schemi. Lo sceriffo corre in soccorso della carovana insieme a tutti gli altri uomini del villaggio. Fin qui tutto normale. Ma è proprio da qui che cominciano le cose particolari e fuori dagli schemi. Con gli uomini del villaggio infatti partono anche tutte le donne. Solo che lasciano tutti i bambini che diventano così i padroni del paesino. Rimangono appena due adulti, si fa per dire. Il classico ubriacone e lo strano, il pazzo, del villaggio. Protagonisti della vita del paese i bambini dopo un iniziale sbandamento e una parziale anarchia si riorganizzano. La città a quel punto viene governata dai piccoli, pronti a ruoli importanti e di grande responsabilità. La cittadina avrà il suo piccolo sceriffo, il giudice di pace e persino una bambina entraineuse: ognuno seguirà le orme dei propri genitori. E le cose non  sembrano cambiare, i bambini sembrano essere piccoli adulti, con i loro errori e le confusioni. Nulla sembra cambiare così. E tutto sembra filare liscio nelle mani dei piccoli cawboys fino a quando Big City non verrà attaccata. Naturalmente, dai figli degli indiani. È un genere antico il western, tanto caro ai più anziani per le sue regole chiare e ben codificate ma che viene riadattato con parziale originalità in questo film di bambini. Sì perché il western, almeno nel passato, è stato spesso anche gioco di bambini, gioco di cowboys contro indiani. Qualche buona idea in questo film e qualche passaggio forse un po’ scontato. Rimane comunque un film di certo particolare e in fondo anche godibile. 
Pubblicato il: gennaio 20, 2009
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