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Sommari e brevi recensioni

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Spazio 1999

di : mauro_meo    


Ho ancora un vecchio modellino di plastica di una Aquila. Ci sono particolarmente affezionato perché per me è un caro ricordo.
Di una splendida serie televisiva davvero di tantissimi anni fa. E di tanti pomeriggi passati a giocare con quel vecchio modellino. Spazio 1999 fu per me la prima scoperta della fantascienza. Di un mondo fantastico che da sempre da allora mi ha incuriosito ed affascinato davvero tanto. Certo che riguardando adesso indietro nel tempo Spazio 1999 può risultare per certi versi davvero un po’ ingenuo e di supero superato. Ma bisogna calarlo nella sua epoca, nel suo tempo. Era il 1976 quando venne prodotto e le conoscenze tecnologiche e dello spazio di allora non erano certo naturalmente quelle di oggi. ingenuo forse come i primi episodi di Star Trek. Ma per me ancor oggi in un certo senso davvero una serie mitica. Molto anni settanta, molto british. Come era giusto che fosse. Ma finalmente un occhio allo spazio, alla fantascienza. Già allora la serie ebbe molte critiche anche da personaggi importanti della fantascienza, come Asimov. Ma penso che andasse comunque bene così. Spazio 1999 non voleva essere una trasmissione di scienza, voleva, ed era, un telefilm. È la storia della Luna usata come pattumiera delle scorie nucleari da parte dell’uomo. Finché quelle scorie non esplodono spostando la Luna e cominciando a farla viaggiare nello spazio. L’assurdità e la fantasia di questa possibilità mi pare evidente, come era probabilmente evidente anche per gli ideatori della serie. Ma andava comunque bene così al loro. Ed onestamente anche a me, come spettatore. Potevo fantasticare dello spazio, di viaggi nello spazio profondo, di altri culture, di altri mondi. Anche se poi i singoli episodi, soprattutto nella prima delle due serie, erano abbastanza statici e i dialoghi erano predominanti sull’azione. Ma la base lunare Alpha per me da allora è stata veramente un mito, come le navicelle spaziali Aquila o come i tanti personaggi della serie. Il capitano John Koenig, austero e severo. La dottoressa Helena Russell. Il simpatico e confusionario professor Victor Bergman. La splendida aliena Maya. È davvero una serie televisiva che ricordo con grande affetto. Anche se probabilmente davvero difficilmente riproponibile, per i suoi evidenti limiti, di nuovo nell’attualità io comunque la mia piccola Aquila me la tengo davvero stretta. 
Pubblicato il: gennaio 20, 2009
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