Spero davvero che Tornatore, che è un regista che in realtà davvero apprezzo molto, non si dispiaccia di come giudico questo
film. Mi è capitato di vederlo e alla fine l’unica cosa che davvero mi è piaciuta è Monica Bellucci. Troppo facile direte voi, soprattutto i maschietti. Ma a me dispiace veramente perché speravo fosse un film più bello. Mi sono lustrato gli occhi e ho davvero invidiato Renato ma alla fine non mi è rimasto molto di più.
Siamo in Sicilia nel piccolo paesino di Catelcutò, inventato dalla fantasia del regista e dello sceneggiatore. È il 1940, i primi anni della guerra, che poi investirà anche questa zona. È la storia di Renato, un ragazzino appena tredicenne, che rimane colpito, onestamente come molti altri del piccolo paese, dalla splendida bellezza di Maddalena Scordia, Malena, interpretata da Monica Bellucci. Poco meno di trenta anni, lei, come tutti, pensano vedova di guerra. E bellissima, da far perdere le testa a tutti. E il piccolo Renato, alle prime scoperte del mondo femminile, ne rimane enormemente colpito, da innamorarsene. Per lui diventa un’ossessione, da vedere ogni giorno, da spiare ogni giorno. Anche mentre si spoglia, indubbiamente un vero e proprio spettacolo. Ma diventa anche testimone più o meno inconsapevole di tutta la vita di Malena, di tutto quello che le accade, più nel male che nel bene. Tutta la vita di Malena, delle sue trasformazioni da donna, da vedova a prostituta poi anche cacciata dal paesino. In parallelo Renato passerà dalla fase adolescenziale a quella adulta. Renato è davvero colpito dalla donna, la guarda, la spia, le ruba anche un capo di biancheria intima. E la sogna tutte le notti. Con molte immagini di nudo della Bellucci, forse anche troppe e volute per attirare il pubblico, e scene anche con il ragazzino, e direi beato lui. Ma tutto solo sognato, Malena quasi neppure lo vede, in fondo è appena poco più che un bambino. Nel frattempo Malena è sola e cominciano a girare voci non proprio belle sul suo conto, forse vere, forse appena per l’invidia delle donne del paese. Ma sarà lo stesso ragazzo ad accorgersi che le cose hanno un fondo do verità quando vedrà la donna fare l’amore con il suo avvocato e poi con un soldato. Nel frattempo il padre porterà Renato in una casa di tolleranza a fargli fare la prima esperienza sessuale. Crescono, a modo loro, entrambi. Con la guerra che avanza e con le truppe tedesche prima e quelle americane poi che arrivano nel paese Malena accentua il suo carattere, dovuto evidentemente anche a necessità materiali da soddisfare. Solo che così ancor di più si attirerà l’odio e le invidia delle donne del paese che nel 1943 la accuseranno di collaborazionismo. Costretta a lasciare il paese scapperà a Messina dove ritroverà anche il marito, in realtà non morto ma scappato per nascondersi alla polizia fascista. Il film si conclude con Renato grande che incontra casualmente Malena ricordandosi del suo amore e della sua passione per lei. Onestamente alla fine il film non è molto. Sono soprattutto le forme splendide e generose della Bellucci. Ma forse per un film di Tornatore è un po’ pochino.