Una delle più belle e divertenti sit com degli anni Novanta è indubbiamente Willy, il principe di Bel Air. Sit com che ebbe
il merito, oltre che di tenerci compagnia e di divertirci per tantissimi pomeriggi preservali, di lanciare all’attenzione del pubblico un giovanissimo, ma già bravo, Will Smith. Serie di telefilm, la programmazione in America fu di sei anni con ben 148 episodi, evidente testimonianza del suo successo, davvero divertente ideata chiaramente per il pubblico più giovanile con l’intento oltre che di divertire anche di insegnare qualcosa, come già accadeva con un'altra famiglia nera americana, i Robinson. Willy è un ragazzo di strada, senza papà, solo con la madre impegnata con il lavoro e senza le possibilità di seguire il ragazzo per troppo tempo così sulle strade di Philadelphia, non proprio troppo tranquille tra gang rivali. E così la madre lo manda a Los Angeles dallo zio Philip Banks. Avvocato, riccom un gigante burbero ma dal cuore buono. Abita in uno dei quartieri più ricchi di Los Angeles a Bel Air. Sposato con Vivian e padre di tre ragazzi, Carlton, Hilary e Ashley, che diventeranno quattro nel corso della serie con al nascita di Nicks. Ragazzi completamente diversi tra loro, inquadrato Carlton, svampita, ma oggettivamente davvero bella, Hilary e la più sveglia ed intelligente Ashley. Con il mitico maggiordomo Geoffrey, che col suo tono finto rispettoso riesce a dire di tutto ai suoi principali con uno splendido snob houmor all’inglese. La loro vita, fin troppo tranquilla, sarà sconvolta dall’arrivo di Willy. Loro si dovranno abituare a lui, al suo modo di fare, di parlare. Competizione con Carlton, complicità con Ashley. E lui dovrà capire il nuovo mondo in cui entra, le regole da rispettare e da capire. La nuova educazione per lui, ma anche un nuovo modo di vedere le cose per la famiglia dello zio. Tantissime situazioni divertenti, sempre naturalmente con il lieto fine. La voglia di ridere, di far divertire. Ma indirettamente anche di insegnare qualcosa. Il rispetto per gli altri, per il loro modo di vedere le cose, il mondo. Sempre con il sorriso sulle labbra.