Chicago è indubbiamente un film importante nella storia del musical, come indirettamente dimostrarono le tredici nomination
agli Oscar. Tradizionale e godibile su quella sottile linea che si collega, soprattutto grazie al lavoro di Bob Fosse, ai classici di questo genere, cioè a nomi importanti come quelli di Gene Kelly e Lisa Minnelli. Con alle spalle una lunga storia essendo già nato nel 1975 in teatro quando Bob Fosse, Fred Ebbe e John Kander adattarono The Brave Little Women datata addirittura al 1926 e scritta da una giornalista del Chicago Tribune, Maurine Watkins, con agganci alla realtà di quegli anni, ad un nuovo testo teatrale, rivisitandolo e riammodernandolo. Nasceva cosi Chicago. Prima per il teatro, poi anche in questa versione cinematografica. Ottima anche grazie al lavoro del regista Rob Marshall, davvero ottimo ed interessante. Con il recupero preciso e ricco di dettagli della Chicago proibizionista degli anni Venti e al tempo stesso con il lavoro sulle due attrici, la dark lady bionda e omicida, Renée Zellweger, in carcera con la collega bruna, interpretata da Catherine Zeta Jones. Siamo a Chigaco, 1929. Roxie Hart, un’artista apparentemente ingenua, sogna di evadere dalla monotonia della sua vita attraverso il canto e la danza. Il suo mito è Velma Kelly, un’artista di vaudeville. Il suo sogno si avvera quando alcune mosse sbagliate la fanno ritrovare l’una accanto all’altra in prigione, imputate di due diverse omicidi. Per una cifra scandalosa il leggendario avvocato Billy Flynn, interpretato da Richard Gere, si occupa del caso di Roxie, la cui carriera esplode improvvisamente, ma Velma Kelly ha in serbo alcune sorprese. È davvero un ottimo film che ci riporta alle atmosfere dell’America degli ultimi anni dell’età del jazz con tantissimo numeri musicali davvero di ottima fattura con muscoli, ritmo e sensualità grazie alle due brave e belle attrici. Indubbiamente un film da vedere.