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The village

di : mauro_meo     


Non è un film facile questo. È davvero inquietante, molto inquietante. Ma anche davvero interessante e con uno splendido
finale. E lo si può leggere davvero in molti modi. Lo si può vedere forse come una metafora dell’America isolata e circondata, dal suo punto di vista, dal male. O forse leggerci una riflessione sulla menzogna come modo per conservare il potere, o alimentare una religione sfruttando l’ipotesi delle armi di distruzione di massa. O anche un’analisi sull’utopia comunista nello stile di Orwell e de La fattoria degli animali. Ma forse il modo migliore di avvicinarsi al film è semplicemente di non pensare a tutte queste cose. È molto più semplicemente provare a godersi un thriller forse anomale ma sicuramente d’autore., che di certo non potrà lasciarvi indifferenti. Siamo alla fine dell’Ottocento in un villaggio isolato ai margini di uno strano bosco. Una specie di comunità autarchica che vagamente ricorda The Beach, dove tutti condividono tutto ed i soldi sono banditi come fonte primaria di corruzione. Niente delinquenza e niente violenza. Almeno pare, perché poi esploderà anch’essa con un all’accoltellamento più gelido e agghiacciante. Il male per ora è lontano, anche se non troppo. È aldilà del bosco, nel mondo, ma è anche i quel bosco, dove vivono misteriose e minacciose creature. Con un tacito patto: basta non varcare i confini e non disturbarle per non essere aggrediti. Ma, purtroppo c’è sempre un ma e i giovani non riescono per davvero a rispettare fino in fondo quel patto. E così tutto crolla. È un film davvero particolare. Bello anche se strano. E bravi sono gli attori in gruppo e ovviamente bravo Shymalan. E nel suo stile semina indizi nel film che forse scopriremo sola alla fine. E poi non vuole semplicemente spaventare. Il suo intento è forse ancor più inquietare. Con classe ed intelligenza, e questo forse alla fine fa ancora più paura. Niente facili e scontati sobbalzi, tutto si muove su un altro piano. Salvo poi dare una dimostrazione di bravura nella sequenza della fuga nel bosco della protagonista cieca. Cinque minuti di terrore puro che danno dei punti a tutti i film di paura tanto di moda oggi. Pochi primi piani, molti totali a leggere il paesaggio, lunghe inquadrature e ritmo lento, qualcosa che ha a che fare con i tempi della natura. Anche se ad un certo punto forse non capisci dove il film voglia andare e forse per chi non ama il genere arriva anche un po’ di noia. Ma poi arriva il finale, splendido, che ti spiazza e ti devasta. Davvero da vedere. Il finale ed il film
Pubblicato il: gennaio 07, 2009
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