Dietro il petrolio,oltre la brulla terra,si svela la storia universale delle idee di Dio,Morale e Civiltà.E delle barbarie
che nascondono.Il Petroliere è un film crudo,inquietante,ma allo stesso tempo estremamente pittoresco,acuto,stimolante e dissacrante,il che ne fa probabilmente uno dei migliori film prodotti da qualche tempo a questa parte.Innanzitutto ritengo che il film presenti due livelli narrativi:uno più concreto,strutturale,naturalistico,rappresentante quella parte della storia americana dedicata alla “corsa all’oro nero”;uno astratto,morale,sovrastrutturale,da ricercarsi nella lotta incessante dei “demoni” ideali-ideologici che muovono i fili della storia umana in generale,e le vicende di Daniel ed Eli.Ritengo che la vera forza del film risieda negli interrogativi e negli stimoli intellettuali sovrastrutturali che solleva.Per quanto il film per sé non presenti particolari tratti di post-modernismo trovo che le problematiche sollevate dallo stesso si pongano pienamente in un ambito di discussione pienamente post-moderno,avendo sostanzialmente a che fare coi “falsi profeti” della morale.L’aspetto più palese sotteso all’azione dei due principali personaggi,il Petroliere e il Pastore,è la lotta per la Potenza.Lotta che fin dal principio si serve di categorie morali per dominare e depredare,che necessita di una giustificazione all’asprezza e alla violenza scatenata nell’agone che altri non è che la misera vita dell’uomo.La fabula altro non rappresenta che la lotta senza esclusione di colpi tra due sacerdoti.L’intero film potrebbe essere tutto sommato inteso come sintesi della storia universale.Daniel “adotterà” il figlio dell’operaio morto,come a portare il marchio del peccato originale che simboleggia la cacciata dell’uomo dal Paradiso terrestre e la nascita della società direttamente dalla terra fecondata dal sangue del primo sacrificio rituale.Nelle prime immagini del film troviamo un Daniel solo.Assieme all’ingresso nello stato civile del petrolio si sviluppa quel sentimento di superiorità e amour propre.E proprio di tali “imposture” si servirà Daniel per rimediare i primi contratti di estrazione,ammantandosi dei valori della “famiglia cristiana” grazie al figlio adottivo H.W.,e sviluppando un discorso tendenzialmente morale.Così Daniel per agguantare il profitto “vero”,farà breccia nella piccola comunità di contadini e allevatori grazie all’abile e cinico utilizzo dei loro valori e all’amicizia con Eli.E proprio qua risiede il conflitto per la Potenza:Eli,grazie alla nascenda “Chiesa della terza rivelazione”,attirerà le “pecorelle” attorno a sé,“curerà” gli ammalati e chiederà di poter benedire il pozzo petrolifero,così da ergersi a demiurgo della dispersa comunità contadina di cui fa parte,in contrapposizione a Daniel.Qui il Pastore subirà la prima sconfitta,scontrandosi con il sacerdote avversario,che deciderà di benedire egli stesso il pozzo,raggiungendo la Potenza servendosi del sentimento religioso della comunità.Il sacerdote-petroliere mantiene il controllo grazie alla morale,diventa re.Ma alla mancata benedizione del pozzo seguirà il disastro:un altro operaio morirà nel pozzo,e a seguito dell’ennesimo sacrificio umano dal suolo ri-scaturirà il petrolio,il che provocherà la caduta dalla torre di H.W.Plainview e la sua conseguente sordità.In una sequenza dall’incredibile effetto scenico,accompagnata da una colonna sonora rimembrante sonorità “tribali”,assistiamo alla fuoriuscita del petrolio e alla trasformazione della torre di trivellazione in un gigantesco rogo,attorno al quale festeggiano i piccoli uomini,partecipi di un rito sacrificale,di purificazione e di rinascita.Ma il dono del progresso chiede il conto.Daniel Plainview rivela i propri tratti tribali e “selvaggi” nel rito del rogo della torre di trivellazione,mentre Eli lo spia silenziosamente da una finestra.Più volte,d’altronde,Daniel rivela la propria vera natura:spiegando la propria weltanschauung al millantato fratello,per poi ucciderlo a sangue freddo nei boschi una volta scoperto l’inganno.La lotta per la Potenza continua nel prosieguo della trama,e se fino ad ora il petroliere-re ha dominato,viene il momento in cui dovrà sottomettersi all’egemonia del sacerdote Eli,facendosi battezzare e facendo espellere da sé “il demonio” per poter ottenere una concessione di transito sul terreno di un membro della comunità della Chiesa della terza rivelazione.Anziché servirsi del sentimento religioso della comunità dovrà per la prima volta sottomettervisi.A questo punto il Pastore diventa egemone,riuscendo in ciò in cui non era riuscito con la tentata benedizione del pozzo:riportare anche Daniel all’interno della propria visione morale del mondo.Sconfitta che non può essere tollerata dal Petroliere e che coverà in un senso di ressentiment.Dalla partenza di Eli abbiamo quindi un salto temporale piuttosto lungo:il figlio di Plainview,H.W.,è cresciuto e si è sposato,mentre Daniel è diventato ancora più ricco e crapulone.A questo punto Daniel svela al figlio le sue origini di orfano,e lo caccia:è la fine del ciclo morale del personaggio di Daniel Day-Lewis.Abbandonando il marchio che aveva battezzato la civiltà,Daniel si libera degli ultimi freni etici e si sprigiona in tutta la sua potenza distruttrice.Anche Eli è cambiato.La sua egemonia morale non l’ha portato lontano,ed è arrivato a capire di non poter servire Dio senza servire mammona.Rinnega,tutto sommato senza uno sforzo eccessivo,la sua fede per ottenere un prestito.Ma anche Daniel è un falso profeta,attorno a sé ha creato solo odio,morte e solitudine.Siamo quindi sfociati nella post-modernità. Ma la rivincita “spirituale” su Eli non è più sufficiente, non è più moneta in corso, il ressentiment può essere estinto solo con l’estinzione dei suoi presupposti: gli schemi morali sono saltati, la civiltà è ormai un sistema di capitalismo barbaro votato all’accrescimento del profitto e della Potenza senza più bisogno di coperture ideologiche. Così Daniel afferra un birillo e massacra Eli, saltando per il bowling come lo scimmione armato di clava di “2001: Odissea nelo spazio”. Con lo stesso atto e con lo stesso sangue (there will be blood, per l’appunto) che ha fecondato la terra e dato i natali alla civiltà, Daniel la abbatte, semplicemente con un paio di rapidi colpi, chiudendo il ciclo su sé stesso.E il futuro è storia nota.