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La classe - Entre les mures

di : Syssy     


Ho visto recentemente questa pellicola del regista francese Laurent Cantet. Il film è tratto dal libro

"Cahiers du Cinéma" dell'autore francese François Bègaudeau, per l'occasione anche interprete nel film stesso. La pellicola è ambientata in un sobborgo di Parigi, in una terza media. Tutte le scene sono girate in classe e nel cortile della scuola. La classe è composta da ragazzi di dodici  o tredici anni, di diverse razze e nazionalità, i ragazzi presenti nel film sono effettivamente studenti della scuola e interpretano se stessi.
François, professore di lettere, si sforza di avere un dialogo con i ragazzi e di tirare fuori il meglio da ognuno di loro. Tuttavia l'impresa è improba, alla maggior parte dei ragazzi non importa nulla di quanto si studia a scuola. Sono rappresentati quasi tutti i tipi di studenti: le ragazzine sciocche e inconcludenti, la cui massima aspirazione è fare shopping nei magazzini Lafayette, senza tuttavia sapere come si scrive questo nome. C'è poi lo studente, cinese, più bravo della classe, lo studente menefreghista e violento proveniente dal Mali, la ragazzina svogliata che alla fine dell'anno scolastico sostiene di non aver imparato nulla, lo studente proveniente da un'altra scuola perché deferito dal consiglio di disciplina. C'è tutta la sequenza dei colloqui con i genitori e l'allontanamento dalla scuola di un alunno violento. Egli si presenta al consiglio di disciplina insieme alla mamma che non parla francese, così come la maggior parte dei genitori degli studenti non autoctoni. Tutti i genitori difendono i figli a spada tratta e sostengono di avere dei bravi figlioli.
Vedere questo film mi ha ricordato il periodo in cui mio figlio frequentava le elementari e poi le medie. In entrambi i cicli qualche bambino straniero in classe c'era, anche se non in percentuale così elevata come in questo film. Qualche problema d'integrazione c'è stato e qualche ragazzo violento anche. Un giorno mio figlio è anche finito al pronto soccorso perché un bambino gli ha rotto un dito durante un litigio, tirandoglielo in senso contrario contrario verso il dorso della mano. Le insegnanti hanno detto che è stato l'unico momento di distrazione da parte loro, d'altronte con tanti bambini non è possibile controllarli tutti.
Ho visto lo spettacolo insieme ad una ex insegnante d'italiano delle medie, ora in pensione. Il suo commento è stato che i ragazzi "con problemi" del film corrispondevano ai ragazzi sinti (un'etnia di nomadi) che aveva a scuola negli anni '80.
Se la comunità dei ragazzi è ben rappresentata, non mi sembra che il regista abbia rappresentato altrettanto il corpo insegnante, a parte il protagonista. Nel film gli insegnanti sembrano tutti in armonia tra di loro, ma nella realtà io non credo che sia così. Come in tutti gli ambienti di lavoro, anche tra gli insegnanti ci sono invidie e divergenze d'opinione. Mi è sembrato un ambiente troppo idilliaco. Centratissima invece la figura del preside/burocrate che non sa come tradurre la sintesi di una discussione tra gli insegnanti perché il suo compito è "riempire una casella" in un registro.
Anche se il film è ben interpretato e gli attori sono convincenti, tuttavia al termine mi è rimasto addosso un senso di claustrofobia, forse perché il titolo è appunto "La classe - Entre les murs" e tutto si svolge appunto tra le mura di una scuola.
E' un film che rappresenta una realtà di una scuola media in una grande metropoli europea, con problemi comuni ad altre scuole europee dello stesso tipo. La vera protagonista è la scuola, questa istituzione così bistrattata, criticata, vituperata. Eppure, basterebbe riflettere su che cosa sarebbe oggi l'Europa, Italia compresa, se non avessimo avuto alle spalle una solida cultura scolastica, nonostante i suoi difetti, ma anche i suoi pregi.
Come faremmo oggi a scrivere abstract su Shvoong senza sapere l'ortografia e la grammatica? 


Pubblicato il: novembre 02, 2008
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