La storia ha inizio nell'inverno del 1846,nel povero e malfamato quartiere di Five Points,New York,dove due fazioni rivali
si scontrano in un brutale combattimento,senza ombra di pietà.I "Dead Rabbits",immigrati irlandesi,comandati dal "Prete" Vallon,hanno di fronte i "Nativi" americani di Bill Butcher,il macellaio,nello spiazzo di Paradise Square.Il Prete ha la peggio e viene ucciso da Bill,che diventa l'indiscusso signore dei Points.I fatti riprendono nel 1863,quando ad Amsterdam,il figlio del Prete,presente allo scontro 15 anni prima,torna nel quartiere con lo scopo di vendicare la morte del padre.Guidato da questa unica ambizione,scopre che non è cambiato il vecchio distretto,e molti ex colleghi ed amici ora fanno parte della banda di Bill.L'unico a riconoscere la sua vera identità è l'amico Johnny,che identifica immediatamente il ragazzo e lo aggiorna sulla realtà della zona.Presentato a Bill,pur mantenendo il suo anonimato,Amsterdam è adottato dal Macellaio,e ne gode i favori e i privilegi.Il ragazzo incontra anche la figura di Jenny Everdeane,una ladruncola abile e scaltra,che apre una sobria parentesi di un ventilato amore.Lo sfondo della Guerra Civile conferisce al racconto l'inquietante tinta della tragedia.L'imposizione della leva obbligatoria da parte del Governo e i paradossali risvolti politico-economici che ne conseguono,avranno come conclusione la disfatta sociale di una città che si forma e di uno Stato che nasce.La classe povera ed emarginata di una società che non ha scelta di fronte al dramma di una guerra intestina e di un governo sordo alle necessità di una popolazione allo sbando,porteranno all'inevitabile luttuosa conclusione in una storia di dolore.Grandioso affresco dipinto dal poliedrico Scorsese,controversa pellicola,summit di valori,realtà,equivoci e contraddizioni,"Gangs of New York" è indiscutibilmente un affascinante descrizione di un episodio di Storia americana,di quelli che hanno i tratti per ergersi a narratori della nascita di un popolo.Discutibile,forse,nei dettagli di una realtà con venature romanzate,non dà dubbi sulla fondatezza di una concreta situazione sociale che fu terreno storico per la nascita dell'America.Il film attinge e sviluppa con buona attenzione e profondità,dall'immigrazione dei cattolici irlandesi in quegli anni,a New York e il conflitto che ne segue con i nativi del luogo,Inglesi e immigrati olandesi protestanti.Il tragico dramma della Guerra Civile,tra Confederati ed Unionisti,porta al sanguinoso epilogo di morte,senza contare,nel quartiere,ne' vincitori ne' vinti.Tutta la vicenda è incentrata nel Five Points,infimo quartire dei bassifondi della Lower Manhattan,incrocio fra Anthony,Orange,Mulberry,Cross e Little Water.Già alla fine del XIX secolo,fu teatro del più alto numero di crimini per anno,rispetto ad ogni altro quartiere americano e fu ambiente che vide crescere feroci gangs rivali,che diedero luogo a vere e proprie guerre di predominio.Nel XX secolo,il Five Points reclutò membri di feroci bande,annoverando criminali della fatta di Lucky Luciano e Al Capone.In "Gangs",tutta la vicenda è immersa nell'impietosa realtà di questo crudo quartiere,che altro non offre se non abissi di vite gettata nella violenza e nell'oblio di una povertà estrema.Dalla miseria non possono che nascere odio ed angustia,guerre e contese,nella marginalità di un'esistenza gettata allo spreco.Eppure,fu il reale vissuto dell'alba della città di New York.Erano così tanti e così in fretta e per un tale prolungato periodo,che creò il "chi ha il diritto di essere qui?".Lo spettatore viene calato nel vortice del quotidiano ritmo di violenza di quei tempi,in quelle strade,ove la vita umana sembra non avere valore e dignità ma assurge a maschera di odio e rivalità.Scorsese:"La Nazione fu creata nel 1789;nel 1860 il Paese era devastato dalla guerra;era una Nazione in formazione e in prova..."."C'era molta corruzione,personificata da William Tweed,il più famoso politico corrotto mai esistito.Esercitava la sua influenza sulle bande,al punto che queste diventavano un'informale braccio della Legge.Le bande non venivano ufficialmente pagate dal Comune,ma certune funzionavano come se lo fossero state e lavoravano per chiunque esercitasse il maggior potere.Su questo sfondo di povertà,violenza,miseria furti,prostituzione,azzardo,corruzione,saccheggi e lotte,si innestava una instabile struttura politica e legislativa.Un dettaglio del film mostra un uomo seduto su un barile che copre un idrante in strada,per nasconderlo ai rivali.Corpi antagonisti si azzuffavano per chi avrebbe spento l'incendio."Ciò che lo spettatore ha occasione di penetrare,non uscendo indifferente dall'esperienza,è la realtà della nascita della cultura e della storia di una città,dipinta da Scorsese nei suoi abituali toni di forte impatto.Non mancano le citazioni a Leone o Griffith,ma,nonostante la prevedibilità della trama,quello che aggancia l'attenzione,è il realismo di una verità storica descritta con grande respiro.Un mosaico imponente,arricchito da una fotografia di grande efficacia,e popolato da personaggi fuggiti dai libri di storia,per raccontarci una vicenda d'America.Il ghigno sardonico di Daniel Day-Lewis è catalizzatore per tutta la durata del film e non cessa di attirare l'attenzione,che si distoglie da un DiCaprio che rimane fra le righe,pur bravo,ma non capace di uscire dall'ombra del Macellaio.Peccato,nella versione in lingua originale,per la contraddizione fra gli accenti dei due protagonisti,naturale Newyorkese,quello di Daniel Day-Lewis e per nulla irlandese,quello di DiCaprio,immigrato nel film.Jim Broadbent,Boss Tweed,il politico corrotto per definizione,è perfetto nel ruolo e ne ricalca con veridicità,persino i tratti somatici.Nomination all'Oscar per lo stimato sceneggiatore Steven Zaillian,che ricordiamo anche per "Mission Impossible","Hannibal","The Interpreter","Tutti gli uomini del re","American Gangster".Dante Ferretti ricostruisce con grande attenzione gli ambienti e la vita di New York di quegli anni a Cinecittà.La scena finale è bella e pregnante:viene inquadrato lo skyline di Manhattan,da lontano,da un cimitero.Gradatamente il profilo della città prende la forma di quello dei nostri giorni.Annota Luc Sante:"Gli abitanti di New York non sanno queste cose per un paio di motivi:prima di tutto l'amnesia storica americana.E poi si aggiunge il protezionismo civico,per cui bisogna anzitutto parlare delle cose belle e non dei poveri e delle loro storie".