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Elizabeth the golden age

di : albertooooone     


E’ lei,Cate Blanchett,la “regina” della prima serata di questa seconda edizione della Festa del Cinema di Roma.Appare chiaro
a tutti che il secondo episodio di Elisabeth non è stato per lei un sequel,ma un film che trova la sua forza di “essere” in se stesso e non deve essere paragonato o visto in funzione del precedente.Nella visione dei critici Elisabeth,uscito nel 1998,poteva essere un ottimo film per cinofili,ma poi è divenuto un fenomeno internazionale.Ma è proprio durante la produzione di Elisabeth che i suoi autori,a prescindere da quello che sarebbe stato l’esito del film avevano già in mente l’idea di raccontare in più di un film i quarantacinque anni di regno della grande Elisabetta.Ovviamente il successo così insperato di Elisabeth rafforzò questa idea ed oggi Elisabeth–The Golden Age costituisce il secondo film della trilogia.Se in Elisabeth la storia era centrata sui primi anni di regno della giovane regina Golden Age comincia un decennio dopo dei fatti raccontati nel primo film e si svolge su più registi.Sul piano politico il terribile conflitto che oppose l’Inghilterra protestante alla cattolicissima Spagna e al suo fanatico re Filippo II che sfidò Elisabetta con quella sua immensa flotta definita“l’invincibile armata”che si distrusse nelle gelide acque della Manica.Filippo ed Elisabetta sono due personaggi emblematici di un epoca di grandi traumi religiosi.Estremamente tollerante sul piano religioso la regina che volle vedere negli inglesi prima ancora che soggetti religiosi i sudditi della corona così altrettanto rigido e fondamentalista nel suo credo cattolico si presentava al mondo Filippo II.Atteggiamenti quelli dei due re ancora fortemente attuali degni della massima attenzione.Sul piano personale The Golden Age al di là dei conflitti politici parla di Elisabeth come donna e del più forte coinvolgimento sentimentale della sua vita,quello per l’avventuroso Sir Walter Raleigh.Ma al centro di questa passione c’è la spregiudicata ideazione da parte di Elisabetta di un rapporto triangolare che coinvolge oltre a Raleigh anche la sua dama di corte preferita Bess.La regina gioca una pericolosa partita a scacchi,in una relazione in cui sostituisce se stessa con la più giovane bella Bess.Ma alla fine Elisabetta in questo costoso azzardo perde il gioco e il controllo del cuore di Sir Walter.Dato che la storia parlava di Elisabetta stava particolarmente a cuore a Kapur assicurarsi la partecipazione di Cate Blanchett che in un primo momento sembrò rifiutare la parte,ma poi forte della duplice esperienza teatrale di Hedda Gabbler ci ripensò dicendo che“ritornare a ruolo ti permette di scavare con più profondità.Elisabeth è un personaggio davvero complesso che continua ad affascinare il pubblico ed è per questo che sono state raccontate tante storie della sua vita.E’ forse per questo che il rapporto d’amore di Elisabeth nei confronti di Raleigh è stato l’aspetto più motivante per la Blanchett per accettare l’incarico.Dello stesso livello professionale della Blanchett si sono rivelati gli altri interpreti.George Rush ha dato un memorabile ritratto al consigliere di Elisabeth,Walsingam nel momento in cui perde l’influenza che per tanti anni aveva avuto sulla regina e sulla corte.Clive Howen è un coraggioso e sfrontato Sir Walter Raleigh,una figura piena di colore che richiama tanti miti quanti Elisabetta.Abbie Cornish,il terzo elemento del triangolo amoroso esprime tutta quella freschezza,gioventù ed energia nella quale Elisabetta può rispecchiarsi come se fosse un suo alter ego più giovanile.Samatha Morton è una convincente Maria Stuarda così affascinante ed eccitante proprio come la voleva il regista.I costumi sono un capolavoro creato dalla costumista Alexandra Byrne.E la Blanchett afferma che“Elisabeth programmava il suo aspetto a seconda di quale immagine avesse bisogno di dare.L’abito diventa armatura nella visione di lei sul suo cavalo bianco,Elisabetta come guerriera,come Giovanna D’Arco”.Le location di Elisabeth di“The Golden Age”hanno dato alla produzione la possibilità di entrare nelle più solenni cattedrali della nazione oltre a Chiese,palazzi e parchi così da ambientare la storia in luoghi straordinari della tradizione inglese.Dalla cattedrale di Westminster che si presta perfettamente a diventare il palazzo spagnolo“El Escorial”a Hartfield House,la casa del Marchese di Salisbury,trasformata negli appartamenti privati di Maria Stuarda.La Chiesa di San Bartholomev è uno dei tesori di Londra,bellissima Chiesa normanna è divenuta uno dei momenti più importanti del film,la decapitazione di Maria Stuarda.Per realizzare questa scena sono stati selezionati alcuni documenti storici in cui Maria entra,sale sul patibolo,si sveste per mostrare la sottoveste rossa,sotto il vestito nero,simbolo del martirio cristiano e dopo aver perdonato i suoi esecutori mette la testa sul ceppo.Poi c’è stata la Cattedrale di Winchester che risale al 1079 che è stata trasformata nella Cattedrale di San Paul dove Elisabeth va a pregare e dove si svolge una delle scene più drammatiche del film quando la regina chiama tutti alle armi contro il re spagnolo.Nel college Saint John di Cambridge del 1511 si svolge il primo incontro tra Elisabeth e Raleigh quando si dice che lui gettò a terra il suo mantello per far passare la regina sopra una pozzanghera senza sporcarsi i piedi.La meravigliosa Cattedrale Ely costruita nel XII sec.,un’isola nella distesa di paludi a sostituito la corte di Elisabetta a Whitehall.Qui si sono girate le scene in cui Elisabetta incontra l’ambasciatore spagnolo e gli dà la notizia della decapitazione di Maria.Poi non si può tacere tra le molte e suggestive location della Lady Chapel rimodellata dallo scenografo Dyas come ambiente per la presentazione a corte di Raleigh che fa conoscere patata e tabacco portati dal nuovo mondo e dove si svolge un esotico banchetto con meravigliosa selezione di piatti e uno sfoggio di animali del serraglio reale.
Pubblicato il: ottobre 24, 2008
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