Ricordo ancora quando vidi questo film per la prima volta, davvero ormai tanti, anche troppi, anni fa. Ricordo il primo quarto
d’ora quando davvero quasi non capivo nulla, tra i due dialetti così stretti e così diversi, quello napoletano di Troisi, quello toscanaccio di Benigni. Che coppia. Ricordo le risate ininterrotte di tutta la prima parte del film, onestamente forse un po’ meno nella seconda parte. Ricordo ora con nostalgia Massimo Troisi, quella sua simpatia sempre un po’ triste, quasi già allora, e sempre, sentisse il suo destino.
Un film fatto insieme da loro due, da Troisi e da Benigni, con loro come protagonisti. Mai forse nel nostro cinema, in quello più recente almeno, una coppia di comici così bravi hanno lavorato insieme. E con che risultati.
La trama penso che davvero la conosciate tutti. Un bidello, Mario, e un insegnante, Saverio, si ritrovano davanti ad un passaggio a livello con le barriere abbassate. Per un tempo lunghissimo, mentre Saverio continua a parlare preoccupato di sua sorella. I due, stanche di aspettare, decidono di prendere una scorciatoia, una stradina tra i campi. Naturalmente la macchina si ferma in mezzo alla campagna deserta proprio mentre si scatena un temporale fortissimo in mezzo alla notte. Da qui iniziano le loro strambe avventure. Si ritrovano infatti all’improvviso in un latro mondo. Meglio in un altro tempo. Con un risveglio non proprio tranquillo, una lancia uccide uno dei compagni di stanza. Scappando dall’osteria si ritrovano in un mondo nuovo. Scoprono di essere tornati indietro nel passato, al 1492 a Frittole. Iniziano qui le loro incredibili avventure, condite da splendide risate. Scrivono una lettera a Savonarola, stile Totò, partono per la Spagna, con l’idea di fermare Colombo,
incontrano Leonardo da Vinci, a cui tentano di insegnare il treno, il termometro, il semaforo, e anche il gioco della scopa. Finché arrivano sull’Oceano, con Colombo già partito. E all’improvviso arriva un treno, e i due naturalmente sperano di essere tornati nel presente. Ma a guidare il treno è Leonardo, un genio che ha subito imparato un’invenzione come il treno.
Un film splendido, divertente, ricco di mille risate. Con Benigni e Troisi davvero sopra le righe. E con un po’ di nostalgia pensando a Massimo.