"The New World" comincia alle prime luci dell'alba del XVII secolo,alle porte della colonnizzazione delle Americhe da parte
degli Europei,quando la popolazione del Nord America era costituita da tribù di indigeni.
Nel 1607,tre vascelli inglesi sbarcano sulle coste della Virginia,con a bordo 103 marinai.
Hanno l'incarico di fondare una nuova colonia,alla frontiera del Nuovo Continente.
All'approccio delle prime bellissime immagini,che presentano allo spettatore una Terra Promessa in tutte le sue forme di naturalistico splendore,cristallini specchi di acqua marina,vergini macchie di vegetazione e la curiosità dei nativi,contrasta stridente la successiva inquadratura di un uomo alle porte del suo destino di condannato all'impiccagione.
Nonostante l'accusa di ammutinamento,John Smith,trova il condono del capitano Christopher Newport,per i meriti e la sua abilità nel condurre le esplorazioni.
I doni di questa terra sono subito presentati e la descrizione fotografica è splendida.
Chi guarda ne è rapito e decide di essere lì anche lui,a scoprire quella nuova terra.
Il successivo incontro tra i colonizzatori e la tribù dei Powhatan,è bello,immerso nei suoni del vento e dei colori di una realtà incontaminata.
Smith viene trascinato nel villaggio,allo scoperto ed indifeso di fronte alle manifestazioni di questo popolo,tra clamori e danze,canti e grida,ma nel silenzio della paura più viscerale per un destino minaccioso.
Quando la vita del capitano sta per concludersi per mano di un guerriero,la giovane principessa Pocahontas,figlia del capo Wahunsunacock,interviene a salvezza del prigioniero.
E' questo l'inizio del film,basato su veri accadimenti di una storia tramandata oralmente e la cui vicenda è stata oggetto di leggende e romanzi.
L'aura di leggenda che respira la figura della principessa,è stata fonte di ispirazione per storie e trasposizioni cinematografiche,fra le quali è il film a cartoni animati della Disney,"Pocahontas".
La pellicola torna agli spazi ariosi e aperti della vita nel villaggio.
E il film scandisce le immagini al battito di due cuori che pulsano all'unisono.Questo è il tocco del regista,per tracciare il profilo della protagonista,della principessa,per figurare un amore appena trovato vicino,ma che appartiene ad un mondo lontano e diverso,ma che ci cattura e ci fa soffrire,perchè sfuma,ci sfugge,non riusciamo a coglierlo nella sua più intima essenza.
Ecco Pocahontas.
Rincorre un amore irraggiungibile,dai colori sfuggenti alla sua vista,eppure vivido,vero,palpitante.
Nel "New World" è un equipaggio di marinai,che si impone,sfonda una linea di confine,non solo geografica,e si incunea in una condizione umana e sociale radicalmente diversa e il protagonista,nel suo tentativo di appartenere alla nuova vita,si trova a fronteggiare le innumerevoli difficoltà che ne derivano.
Nasce un amore,controverso,sofferente ma vibrante.
Una diversità di vivere che si evidenzia quando Smith torna al forte,accompagnato dagli indiani trasportanti doni e cibi.
Entrato nelle mura si scontra con le dimensioni di una società stridente,raffigurata dall'assalto aggressivo dei bambini,che lo interrogano con rabbia sulle sua vicende.
La tragedia e l'omicidio che seguono,danno consapevolezza alle inquietudini che si agitavano nell'animo di Smith,nei suoi momenti trascorsi in una instabile serenità.
Si delinea una nuova dimensione:la disperazione di vivere,opprime i personaggi del film;tutto si trasforma in angoscia tenebra,malattia e morte.
Lo scenario è cambiato:ai colori chiari e sgargianti,vividi e brillanti,si sostituiscono ombre e veli,viranti al grigio e ai toni bui;ai suoni cantati dalla natura,nelle foreste,si sostituisce l'ululare di un vento sinistro.
E alle tiepide carezze di un amore nuovo,si sostituisce l'angustia per una vita nell'abbandono e nell'indigenza.
La voce fuoricampo,ossessiva,scandisce momenti di orrore per una comunità allo sbando.
E' qui che il regista delinea la figura di Pocahontas,come donna innamorata,che porta la salvezza,ora non più ad un uomo solo,ma alla intera cerchia dei coloni,ormai prossimi all'annullamento.
E' un nativa che avvicina,comprende ed aiuta il nuovo mondo" venuto da lontano,da oltremare,per soddisfare le proprie mire espansionistiche.
La prospettiva del "New World" assume sembianze bipolari,facendo intendere che entrambi i protagonisti sono il "nuovo mondo",per l'altro.
La vicenda di Malick procede,mescolando i fatti di una storia raccontata negli anni,con echi di versioni popolari;segue a larghi tratti la vita conosciuta di Pocahontas,dalla sua fanciullezza fra i Powhatan,al periodo passato con gli inglesi,a Jamestown,il suo matrimonio con John Rolfe,il suo viaggio a Londra e la sua morte per polmonite.
Chi era Pocahontas?Cosa ha fatto per il suo popolo?Fu davvero persona finita,spezzata,smarrita?Fu reale o fu leggenda?
Questo scrive Chief Roy Crazy Horse,capo della nazione Powhatan,a proposito della trasposizione disneyana della storia:
"...Roy Disney decise di fare un film a cartoni sulla figura di Pocahontas,dei Powhatan.Come risposta alle lamentele della nazione dei Powhatan,egli definì il film come 'rispettoso,accurato e responsabile'.
Noi,della nazione dei Powhatan,dissentiamo:il film distorce la storia sotto ogni aspetto;le nostre offerte di dare alla Disney una accuratezza culturale e storica,sono stati rifiutate e respinte...La leggenda è che Pocahontas,allora di 10 o 11 anni, salvò un eroico Smith dalla morte,nel 1607;la verità è che i compagni di Smith lo descrissero come un 'ruvido,ambizioso ed egocentrico mercenario'."
"Gli Euro-americani,dovrebbero domandarsi perchè sia stato così importante elevare le fandonie di Smith allo stato di mito,al punto di riciclarle come film della Disney....".
"E' sconfortante che di questa triste storia...Disney ne abbia fatto un 'divertimento...,portando avanti un falso ed opportunistico mito alle spese della Nazione Powhatan...".
Chritian Bale,è il nuovo sposo,John Rolfe,e fu anche,nel film di Disney,la voce di Thomas,il figlio di Pocahontas.
Q' Orianka Kilcher,giovane cantante trovatasi nell'occhio del ciclone,ha le fattezze troppo da ragazzina,per impersonare una donna cresciuta nel dolore e nell'esilio dalle sue terre,ma è brava e convince.
Sono sue le prime battute,all'alzarsi del sipario:"Vieni,Spirito;aiutaci a cantare la storia della nostra Terra;tu sei nostra Madre..."
E' lei che conclude la vicenda,dicendo:"Madre,ora so dove vivi."