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La vita che vorrei

di : mauro_meo    


Sono sempre un po’ rischiosi i film nei film. Idea già spesso utilizzata nel cinema, con il racconto descritto che interagisce
con la riflessione sul cinema in generale. Ma, almeno in questo caso, il regista, Giuseppe Piccioni, riesce a non cadere, almeno non troppo, nelle trappole che si trova davanti. Aiutato certo anche dai due attori principali del film, Sandra Ceccarelli e Luigi Lo Cascio. Lui, nel film Stefano, è un attore affermato ma anche con un carattere un po’ ombroso e maschio, di quelli un po’ antichi, quasi senza sentimenti, quelli che si scordano i compleanni e non fanno dormire a casa le amanti. La sua paura maggiore è che il successo possa andarsene, possa abbandonarlo. Lei, Sandra, è un’aspirante attrice, al primo ruolo veramente importante, un po’ sbandata ma capace di sfruttare al meglio le proprie debolezze per ottenere ciò che vuole. Sono diversi anche nel recitare, lui di testa, senza sentimenti, solo tecnica, lei al contrario ha bisogno di provare gli stessi sentimenti del personaggio. E tutti e due vengono scelti per girare insieme un filmo d’amore in costume, di quelli di qualche anno fa, con aspirazioni da kolossal. E qui si incontrano. E devono interpretare i protagonisti di una storia d’amore un po’ complicata, non certo facile. Lui all’inizio è diffidente e per metterla in difficoltà recita peggio di come sa. Con la sua vitalità lei però lo conquista e comincia una storia d’amore parallela a quella del film. Ecco il film nel film. La passione, l’amore nella realtà che si confonde con l’amore recitato, quello del film.
È un film carino, ben diretto e con bravi attori. E con una buona dose di realismo e di critica nei confronti del mondo del cinema. L’egoismo, la rivalità e la disperazione degli attori, la crudeltà dei registi, lo scrocco continuo degli agenti e la superficialità dei rapporti tra una festa, un provino e una prima. C’è anche tutto questo. Anche se poi forse alla fine il film è un pochino troppo lungo e proprio l’idea del film nel film è quella che sembra funzionare meno, con scene in costume troppo lunghe ed un parallelismo tra film e vita un po’ telefonato. E forse alla fine qualche minuto in meno di lunghezza non avrebbe potuto che far bene al film. Rimangono comunque una bella e appassionante storia d’amore, una recitazione notevole, anche se forse a tratti i due protagonisti appaiono troppo deboli a livello di carisma, e una dichiarazione d’amore di un regista ai suoi attori. E al suo mondo, quello del cinema.
Pubblicato il: ottobre 06, 2008
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