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Le vaccinazioni di massa: panacea o strumento maltusiano della tecnocr

di : triathlete65    

Autore : Paolo De Bernardi
I vaccini sono davvero indispensabili, come la medicina occidentale vuol farci credere mediante un incessante battage mediatico,
oppure possiamo tranquillamente farne a meno? E se si, a quali pericoli per la nostra salute andiamo incontro non vaccinandoci contro le comuni malattie?
Ma i vaccini sono veramente esenti da effetti collaterali?
Purtroppo la nostra appartenenza all’Occidente civilizzato ci conduce a delle scelte “obbligate”. Scelte che – anche se dettate dal Credo della medicina contemporanea - possono rivelarsi completamente errate. Come si può abbattere il dogma dell’infallibilità delle vaccinazioni, quando con grafici alla mano i virologi hanno dimostrato alla platea mondiale di aver sconfitto le più grandi epidemie che affliggevano l’umanità?
Sulla efficacia e scientificità della medicina occidentale si possono però evidenziare alcuni dubbi.
Tutto sembra prendere origine dal Rapporto Flexner, finanziato dalla Fondazione Rockefeller, che dagli anni ’20 stabilì regole ferree per la medicina negli States. Col ’77, dietro la dichiarazione di Alma Ata, estendendo l’applicazione del predetto rapporto all’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sovranità in campo sanitario passò dai governi nazionali al governo mondiale. Dietro l’OMS si cela la grande finanza mondiale, che ha quindi il controllo della salute sugli abitanti del Pianeta.
Riguardo la presunta efficacia delle vaccinazioni, esaminando attentamente i grafici esibiti dalla stessa OMS, scopriamo che la regressione delle malattie ha lo stesso andamento sia nei paesi vaccinati sia in quelli non vaccinati, e gli stessi sorprendenti risultati li otteniamo se andiamo ad indagare su epidemie e relative vaccinazioni anche molto indietro nel tempo. Quindi, se da una parte i difensori delle vaccinazioni sbandierano i dati riguardanti le regressioni delle malattie dopo la vaccinazione, dall’altra i detrattori sostengono la tesi opposta confrontando gli stessi dati con quelli dei paesi non vaccinati.
Secondo alcuni ricercatori non esiste nessuna prova scientifica convincente che la regressione delle malattie avvenga in seguito alla somministrazione del vaccino alle popolazioni.
Altro capitolo scottante è quello su “che cosa contengono i vaccini”. Il vaccino è un preparato derivante da una sospensione di batteri o virus, attenuati o uccisi, la cui introduzione nel corpo umano fa si che si sviluppino anticorpi specifici per proteggere l’organismo da una determinata malattia. Nella composizione del vaccino rientrano alcune sostanze, dette “formulazione”, che presentano una certa pericolosità per l’organismo: idrossido di alluminio e Thimerosal (fungicida-battericida), formaldeide e antibiotici. La tossicità di queste sostanze è cosa nota ed apre il penoso capitolo riguardante i danni che questi vaccini, una volta inoculati, possono provocare. Prima fra tutte è la SIDS, la sindrome che causa la morte improvvisa nei bambini intorno al 3° mese d’età: è sintomatico che questa sindrome, di cui si sconoscono le cause, si verifichi proprio in corrispondenza del periodo delle prime vaccinazioni nel bambino. Naturalmente la medicina ufficiale, nonostante le statistiche e le indagini portino in quella direzione, respinge ogni possibile responsabilità dei vaccini. Altri studi sui possibili danni da vaccinazione, compiuti negli USA, sembrano indicare l’aumento di casi di autismo e altri disturbi mentali nei bambini come conseguenza di vaccini per l’infanzia, risultando come indiziato principale proprio il Thimerosal, contenente mercurio.
Le altre sostanze presenti nei vaccini, l’alluminio e la formaldeide, sono invece meritoriamente sul banco degli imputati come responsabili del pseudolinfoma cutaneo, dell’Alzheimer, del Parkinson, e di alcune forme tumorali. Numerosissimi studi hanno messo in relazione l’impennata di malattie autoimmuni (anemia emolitica, encefalopatie, sclerosi multipla) con la pratica, sempre più diffusa, delle vaccinazioni, specie quella contro l’ epatite B.
Alcuni scienziati hanno segnalato, inoltre, la contaminazione di vaccini, come l’Antipolio e l’Antiepatite B, dove è stata riscontrata la presenza del virus SV40 delle scimmie, che provoca anomalie congenite, leucemia, cancro e immunodepressione, dato che proprio nei tessuti delle scimmie si coltivava i virus occorrenti per i vaccini: l’ SV40 è risultato essere un precursore del virus HIV. C’è a questo punto da chiedersi se il virus dell’HIV nell’uomo sia nato da una vista (macroscopica!) dovuta all’inoculazione di vaccini antiepatite B, contaminati con SV40, somministrati agli omosessuali negli anni ’70 e da vaccini elargiti a cento milioni di persone in Africa Centrale, oppure faccia parte di un preciso piano strategico segreto.
Inoltre, essendo i vaccini brevettati, la loro formula non può essere né rivelata né indagata, quindi non è dato sapere se questi contengono o no determinati virus dannosi per l’uomo.
Dietro questo errori pseudo-scientifici, causa forse di milioni di morti, sembrerebbe si nasconda un oscuro e diabolico disegno malthusiano concepito da un’élite potentissima , proprietaria di banche, industrie farmaceutiche, media, che miri alla riduzione demografica forzata, favorendo le guerre ma anche le malattie, ritenendo che un eccesso di popolazione possa compromettere lo status quo.
E questa ipotesi di finalità maltusiane acquista ancor più valore se si prendono in considerazione documenti desecretati riguardanti programmi della CIA negli anni ’60, che – sotto le mentite spoglie di ricerca scientifica – miravano a creare agenti patogeni altamente letali per l’uomo. D’altra parte, si sa che la guerra batteriologica è uno degli argomenti più ambiti della attuale ricerca militare.
“La medicina tecnocratica promette un vaccino contro la morte, ma in realtà potrebbe vaccinare contro la vita”.
Pubblicato il: febbraio 26, 2009
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