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Perche’ CHIEDERE AIUTO ALLO PSICOLOGO?

di : multietnic     

Autore : Tavolieri Rolando
PERCHE’ CHIEDERE AIUTO ALLO PSICOLOGO?
Diversi anni fà questa domanda era ricorrente, ci si chiedeva spesso perché
si doveva andare dal cosiddetto “strizzacervelli”, che senso aveva, la risposta è semplice: quando una persona non ce la fa più, quando soffre troppo, quando si trova in difficoltà con sé stesso o con gli altri, quando succedono cose nuove nella propria vita che turbano e destabilizzano sè stessi ed i rapporti col partner o in famiglia, coi figli, ecco È GIUNTO IL MOMENTO DI CHIEDERE AIUTO.
Non bisogna mai vergognarsi di questo, chi và dallo psicologo non deve sentirsi un malato di mente, ma semplicemente una persona sensibile che in un particolare periodo della sua vita ha bisogno di aiuto perché si trova temporaneamente in difficoltà e non sà come uscirne da solo/a, e non riesce a trovare aiuto nelle persone care.
Quindi la presenza di una persona nuova, di un professionista che cerca in tutti i modi di aiutare e di essere obiettivo nel sostenere quella persona in difficoltà, può fare la differenza in positivo.
Lo psicologo ad esempio può aiutare da mediatore al di fuori delle parti una coppia che non riesce più a parlare e comunicare se non litigando, o può aiutare un figlio ad esprimere le proprie emozioni verso i genitori, può sostenere una persona depressa o in difficoltà di qualsiasi genere, può ridare fiducia ad una persona che si sente sola, può aiutare a ritrovare la parte sana di una persona che non riesce a ritrovare la via d’uscita dai suoi problemi, può aiutare a capire chi siamo, cosa si nasconde dentro di noi, le nostre tendenze innate, le nostre potenzialità, può aiutarci a esprimere la nostra creatività in 1000 modi diversi, ci aiuta a vivere, a rialzarci se siamo caduti nelle difficoltà della nostra vita, ci aiuta ad analizzare la parte inconscia, profonda di noi stessi, ci spiega perché continuiamo a fare sempre gli stessi errori nella nostra vita, lo psicologo diventa così un punto di riferimento per ridare quell’equilibrio che tanto cerchiamo nella nostra vita.
Elencherò qui di seguito alcuni fattori importanti che aiutano i pazienti in analisi, o in psicoterapia a migliorare la propria situazione psicologica e ad eliminare il proprio disagio e la propria sofferenza psicologica avvicinandosi alla guarigione definitiva.
Lo psicologo deve aiutare il paziente ad elaborare delle strategie attraverso dei metodi precisi di psicoterapia adatti alla propria personalità che stimolino quei fattori e quegli elementi psicoterapeutici che si trovano nella persona, cioè nella sua parte sana.
PARLARE, MANIFESTARE IL PROPRIO DISAGIO
La parola è il primo dei fattori psicoterapeutici con cui il paziente inizia il setting analitico, cioè col manifestare allo psicologo il proprio disagio, la propria sofferenza, raccontando nei minimi particolari ciò che gli è accaduto, l’esperienza traumatica che ha vissuto, le sue reazioni a questa esperienza, le emozioni che ha provato e che sente ancora e i cambiamenti che avvengono dentro di lui/lei a livello fisico, psicologico e relazionale da quando ha avuto quella brutta esperienza.
Raccontando l’esperienza difficile che ha avuto e il proprio vissuto personale, il paziente mette in moto 2 fattori di miglioramento:
1 La catarsi, cioè la liberazione di quello che ha dentro di sé
parlandone, manifestando le proprie emozioni, dicendole, raccontando la
sua storia e il suo vissuto personale
2 Condividendo il suo dolore con un’altra persona, in questo caso con lo
psicologo, il paziente rende partecipe della propria esperienza e della
propria sofferenza lo psicologo, e in questo modo, condividendo il
proprio dolore con un'altra persona, il dolore stesso diminuisce, e viene
eliminato passo dopo passo.
Il proprio dolore diminuisce quindi togliendoselo di dosso e dandone una
parte allo psicologo attraverso la parola e la comunicazione, facendolo
partecipe di questo.
Così, raccontando l’evento traumatico o frustrante che lo ha fatto
soffrire, il paziente riduce il dolore, l’ansia, la tristezza e la frustrazione
che lo accompagnano. 
Rolando Tavolieri
email:      tavolieri2006@libero.it
blog: www.ti-aiuto.com
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Pubblicato il: dicembre 06, 2008
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