Parlare di anoressia nervosa implica la compresenza di alcuni
aspetti, quali la
paura di recuperare peso o di essere grassi anche se in realtà si é denutriti, l'eccessiva preoccupazione per il proprio aspetto fisico e un'amenorrea da almeno tre mesi.
Anche se non tutte ma la stragrande maggioranza delle anoressiche, parliamo al femminile perchè si tratta di una patologia che riguarda quasi esclusiavamente il mondo femminile, vomitano dopo aver mangiato; è infatti pratica abituale provocarsi il vomito dopo un'abbuffata compulsiva o l' uso smoderato di lassativi o farmaci diuretici .
Nonostante l'organismo sia in grave stato di denutrizione, il sistema immunitario non ne risulta molto compromesso, anche se squilibri più evidenti si manifestano con carenze di vitamine del gruppo B e D e quindi fragilità ossea, carenza di acidi grassi essenziali con secchezza della pelle, danni alla muscolatura per carenza di proteine, problemi alla tiroide back-out delle ghiandole sessuali e infine
depressione. Ci sono segnali anticipatori di questa malattia?
L'insorgenza media di questa malattia si colloca tra i 12 e i 18 anni, cioè in piena
adolescenza e proprio questo periodo necessita di una particolare
vicinanza emotiva alle adolescenti da parte di tutta la famiglia, prestando attenzione a come si nutrono, se si pesano molte volte al giorno, se hanno molti impegni riguradanti l'attività fisica.
In realtà, se nel sociale incarnano il modello delle "perfezioniste", sempre iper-attive, a scuola , al lavoro e nello sport...al di là dell 'apparenza si tratta di ragazze fredde,
iper-controllate, chiuse e solitarie, con difficoltà a istaurare rapporti di amicizia e relazioni sentimentali.
Com'è il clima familiare ?
Dietro un clima di " apparente normalità" si cela un sottofondo di
insoddisfazione, spesso negata, anche davanti all'evidenza.
Si è notato che le madri delle ragazze anoressiche, sono generalmente donne pilastro della famiglia, rigide , molto controllate che tendono a imporre a tutti i propri schemi. Sotto a ciò solitamente si nasconde un rifiuto profondo della propria femminilità, proponendo temi di passività, debolezza rispetto al modello maschile e che naturalmemte trasmettono alle figlie.
Il padre, in queste famiglie, solitamente è una figura debole, sfumata.
Da quanto emerge sembra infatti che la ragazza che sceglie l'anoressia come unico mezzo di
comunicazione non abbia un vero modello nè femminile ne maschile di riferimento, rimanendo cosi' in un'atmosfera di confusione, sia di genere che di identità.
Spesso nell'anoressica la figura di riferimento è stata nella prima infanzia fredda, indifferente oppure ha spinto la bambina ad automatizzasi troppo presto.
L'anoressica non è attratta dal cibo in maniera negativa, anzi esso è continuamente al centro dei suoi pensieri. E' l'atto di cibarsi che è vissuto come terribile sconfitta e cedimento nei confronti dei propri bisogni.
La naturale sequenza piacere -sicurezza-autonomia viene alterata e la soddisfazione orale viene rifiutata per acquisire sicurezza e potere.
Nella magrezza fisica l'anoressica vede valori quali la bellezza, l' essenzialità delle forme, priva di curve e fronzoli e la libertà di privarsi di ciò di cui tutti sono schiavi : il cibo.
Il corpo viene vissuto come altro da sé, ed è trattato come un'entità separata
Il no al corpo e al cibo è un no alla madre, alla passività , alla
femminilità, alla sessualità.
Che cosa comunica una ragazza attraverso l'anoressia ?
L'anoressica azzera il femminile su tutti i fronti : in una società che chiede ruoli contrastati alla donna e al suo ruolo femminile, nell'incertezza su cosa divenire , la ragazza sceglie di non decidere e sceglie la malattia.
Rifiutando il cibo, l'anoressica mette in atto un disperato tentativo di
controllare se stessa e il mondo circostante.