La scuola di medicina di Harvard individua le
proteine traditrici.La
ricerca sui
farmaci antivirali ha finora condotto a buoni risultati. Alcuni farmaci hanno dimostrato la loro efficacia nell''attaccare il virus Hiv, ottenendo la distruzione di alcune proteine fondamentali per la sua riproduzione. Troppo in fretta per le speranze stanno per essere vanificate. il virus sta cominciando a mostrare i primi segni di reazione. Purtroppo questa subcellula maligna ha iniziato a sviluppare una resistenza crescente alle aggressioni dei farmaci, sta mutando per conquistare una maggiore tolleranza alle molecole che dovrebbero impedirle di replicarsi.
Lo studio effettuato alla Harvard Medical School dall''equipe di Stephen Elledge ha spianato la strada verso il perfezionamento di nuovi farmaci che aggirano l''ostacolo dell''assuefazione. Infatti ט possibile intervenire per bloccare l''azione non sul virus direttamente, ma su quelle proteine dell''organismo ospite che
aiutano l''agente estraneo a infettare le
cellule del corpo umano. L''Hiv sfrutta un meccanismo di proteine presenti nelle cellule
umane per penetrare all''interno e riprodursi, quindi se si riuscisse a inibire il funzionamento di queste proteine ed evitare che si apra la porta al pericoloso visitatore, lo si renderebbe inerte. Il problema era che solo trentasei delle proteine in causa erano note e che si ipotizzava fossero molte di più. Senza conoscere nella sua interezza il sistema proteico coinvolto nell''interazione con il virus era praticamente impossibile predisporre un qualunque piano d''azione.
Il team di Elledge si chiese come poter individuare tutte le molecole responsabili. E trovע la soluzione pensando che avrebbero potuto procedere per esclusione. Ricorrendo a sofisticati metodi di biologia molecolare lo staff di Harvard ha prodotto una mappatura completa del genoma umano relativo alle proteine richieste dall''Hiv. Grazie a un silenziatore genetico, una molecola di Rna a interferenza, veniva disattivato un singolo gene, diverso per ogni campione di cellule umane. Tutti i campioni poi vennero infettati con il virus ma come previsto in alcuni non riuscל a replicarsi. Perchי in quei campioni era stato reso silente un gene indispensabile per il processo di diffusione dell''Hiv nei tessuti umani. Ecco che elencando semplicemente la lista dei geni che avevano impedito al virus di riprodursi si ottiene il nome di tutte le 273 proteine "traditrici".
La scoperta di tutti gli elementi responsabili permette ora di concentrarsi nella ricerca di principi attivi specifici per agire contro l''attivitא di quelle 273 proteine e produrre medicinali di nuova concezione che mantengano viva l''efficacia a fronte di eventuali mutazioni dell''Hiv.Fonte:ANSA
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