Siamo iperinformati e continuamente allarmati sugli effetti del virsu N1H1 comunemente detto
Influenza Suina.
Come prima notizia va evidenziato il minore tasso di mortalità del virsu N1H1 rispetto la normale influenza stagionale. Proprio così! Ci sono più vittime per la febbre che per la degenerazione delle reazioni del nostro organismo al virus della suina.
Il primo caso segnalato del virus, che in primavera è stato chiamato anche "messicana", in realtà risale al 1976 e non in Messico, bensì tra i soldati a Fort Dix, nel New Jersey, e che non si estese mai al di fuori della base militare. Furono paventati scenari disastrosi e la pandemia annunciata imminente. La pandemia del 1976 non è mai arrivata ma molte persone hanno sofferto di effetti neurologici secondari da vaccino, la cui produzione era stata affrettata, tra i quali furono segnalati 25 decessi da sindrome di Guillain-Barré.
Quello che va ribadito ed evidenziato è che tutti noi siamo forniti di uno strumento formidabile e straordinario: il sistema immunitario.
Le inoculazioni e i vaccini sono puri veleni, sono interferenze estranee che by-passano il sistema immunitario, sono processi ammalatori e debilitanti della vitalità, che nulla hanno a che fare con la guarigione e la salute.
Non fanno bene ai sani e soprattutto ai bambini, perché quelli hanno già il loro potentissimo sistema immunitario funzionante.
Riferisco di un episodio inaccettabile che dimostra l'intervento interessato delle case farmaceutiche: i quotidiani della Repubblica Ceca stanno dibattendo se la sconvolgente scoperta dei vaccini contaminati con il virus mortale dell'influenza aviaria, distribuiti dall'azienda americana Baxter a 18 nazioni, indichi ciò come parte di una cospirazione volta a provocare una pandemia.