Modalità di
programmazione L’allergia Alla penultima lezione del corso di neuro-programmazione e PNL si presentò una donna di circa 40 anni che lamentava una congiuntivite allergica. I suoi occhi erano arrossati a tal punto che a malapena si poteva scorgere il bianco del bulbo oculare. Aveva questo problema da circa 20 anni. Spiegai che le allergie non sono altro che un errore del sistema immunitario che bisognava correggere. Lo stesso giorno andò da un oculista per una visita e fornì la mia versione, ma questi la convinse dell’assurdità della mia affermazione. Le prescrisse delle gocce ma non ottenne risultati. Si presentò all’ultimo incontro ripetendo il parere dello specialista. Riferii al gruppo di lavoro che il medico aveva bisogno di una risposta appropriata. Feci immaginare alla donna di trovarsi in un luogo molto piacevole dove poteva trovare serenità e calma e sentirsi sempre più rilassata e felice. Non appena ebbe
accesso alle immagini cambiò modalità di programmazione1 perché il suo sistema principale di rappresentazione era quello auditivo. Suggerii soltanto che i suoi occhi sarebbero diventati belli e la riportai al sistema sensoriale primario, facendole ascoltare i suoni della stanza e la mia voce. Dopo alcuni minuti dai suoi occhi sparì il rossore ed il prurito. Incontrai successivamente la donna: aveva conservato i
benefici nonostante le desse ancora fastidio la luce. Un maestro di Tai Chi Chuan, che si era trovato all’incontro per caso ed aveva assistito all’intervento, mi chiese in prestito un libro di PNL. Perdita dell’olfatto Una ragazza di 24 anni chiese se fosse possibile, con le mie tecniche, risolvere il suo problema. Da circa tre anni non avvertiva più gli odori, aveva consultato diversi specialisti, ma senza successo. La invitai a pensare ad un prato fiorito. Un luogo stupendo dove era possibile ascoltare il canto degli uccelli, il rumore soave di un ruscello, il ronzio prodotto dagli insetti mentre volano sui fiori, il suono emesso da un’ape che urtava alcuni petali delicati e lo sprigionarsi di un intenso e dolce profumo. A quel punto cominciò a dilatare le narici, il segnale d’accesso agli odori, e cambiò modalità di programmazione1. Suggerii, quindi, che poteva avvertire gli
odori e la feci tornare allo stato abituale. Silvana andò a cercare dei profumi, ne trovò uno e lo fece odorare alla ragazza, la quale ne indovinò alcune essenze tra cui l’estratto di cocco. A distanza di tre mesi aveva conservato i benefici della seduta terapeutica.
Note
In questa sezione lo stato alterato di coscienza, quello in cui non abbiamo i limiti dello stato normale, ci fa assentire ad una diversa ‘modalità di programmazione del cervello’ e si riferisce all’accesso di uno o più sistemi rappresentazionali diversi da quello primario. Per un auditivo, ad esempio, creare delle immagini o provare delle sensazioni rappresenta due diverse modalità di programmazione. Non bisogna confondere sinestesi con modalità di programmazione: la prima è un’automazione, la seconda necessita di un sistema di guida per essere attivata. Quest’ultima è usata quando la modalità sensoriale più valutata risulta inidonea a svolgere una determinata operazione.
Anche l’accesso agli odori può rappresentare una diversa modalità di programmazione soprattutto quando le persone non usano quel sistema rappresentazionale.
In neuro-programmazione
digitale le diverse modalità di programmazione servono per fare entrare in funzione dei correttori naturali che si attivano durante il passaggio da un sistema
rappresentazionale ad un altro.
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