I ricercatori dell''Istituto Mario Negri di Milano ritengono che in alcune forme ereditarie del
morbo di Parkinson, ma verosimilmente anche in quelle che compaiono senza una familiarità, la malattia sarebbe provocata da una complessa interazione tra due proteine. In sostanza, mutazioni che colpiscono una
proteina chiamata DJ-1 provocano un cambiamento nelle funzioni di un''altra proteina neuronale che si chiama alfa-sinucleina, la
quale diviene tossica per le cellule perdendo la sua normale
funzione protettiva.
Il morbo di Parkinson è una malattia a carattere neurodegenerativo che colpisce prevalentemente la popolazione anziana per la quale a oggi non esistono cure ma solo terapie sintomatiche. Molto attiva è però la ricerca delle basi biologiche della patologia per poter individuare nuovi bersagli terapeutici. In questo ambito ricadono le ricerche sulla alfa-sinucleina perché si è visto che nei pazienti con morbo di Parkinson la proteina è localizzata all''interno di strutture interne ai neuroni dette
corpi di Lewy dove crea aggregati insolubili e tossici. Questa proteina però normalmente ha una funzione neuroprotettiva ed
antiossidante che si perde quando il livello cellulare di un''altra proteina, denominata appunto DJ-1 e dotata anch''essa di attività antiossidante, viene ridotto. In questo caso l''alfa-sinucleina si modifica e diviene dannosa per le cellule.
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