E così quel fenomeno tutto italiano, quel genio incompreso capace di prevedere tutto con molto anticipo (anche le
crisi
economiche), il padre delle offensive ed inadeguate “social card” e degli inutili “Tremonti Bond”, dopo aver inutilmente tentato con il metodo classico del suo partito, quel miracoloso capitalismo-berlusconismo capace di risolvere ogni problema e di risuscitare anche i morti, ha trovato infine l’ultimo rimedio infallibile: “la compartecipazione degli operai agli utili dell’azienda”.
In altri termini, il comunismo.
Ma non quello all’acqua di rose di oggi, quel misto di permissivismo tollerante e un po’ da “tiratina di orecchie” dei vari personaggi del PD, ma quello vero, il comunismo duro degli anni ’60 e ’70, quello gridato dalle barricate fuori le fabbriche, con gli operai che chiedevano (che orrore!) di guadagnare “qualcosa in più” se si pretendeva da loro “molto di più”. Sogno rimasto sempre da realizzare, perché mentre i ricchi padroni raddoppiavano i loro capitali a loro toccavano solo cariche della polizia, arresti e morti “involontari”.
Con la sua bacchetta magica, il nostro ministro dell’
economia, Giulio Tremonti, ha ora scoperto il “rimedio infallibile”: la partecipazione agli utili.
Per essere più precisi, in realtà ha trovato solo un altro esercizio dialettico sul quale far confluire le conversazioni dei prossimi giorni. Già, perché di reale applicazione di quanto (soltanto) immaginato non se ne parla proprio, ancor meno in questi momenti: come volete che pretenda la partecipazione agli utili chi non sa nemmeno se domani andrà di nuovo a lavorare?
Pura esercitazione verbale, quindi, arrivata fuori tempo massimo; né più né meno dell’altra proposta di qualche mese fa, quella detassazione degli straordinari applicata (si fa per dire) in un momento in cui non lo straordinario, ma solo l’orario completo di lavoro era già una fortuna … e per pochi.
Ma, d'altra parte, bisogna pur far credere di stare a fare qualcosa ... e così, fra una canzoncina con sorriso ottimista di Berlusconi ed una invenzione dialettica del ministro dell’economia, gli italiani restano in attesa di sapere, dopo quasi un anno, chi e come affronterà la
crisi …