Il mese scorso il ministro degli esteri svizzero ha partecipato alla firma di un contratto multi-miliardario (in euro) con l''Iran, per assicurare alla Svizzera la fornitura di gas naturale per i prossimi 25 anni.
Il Dipartimento di Stato degli U.S.A. ha immediatamente condannato l''atto. Israele ha protestato e ha descritto la visita del ministro svizzero a Teheran come un "atto ostile verso Israele".
Il 30 Marzo, il quotidiano svizzero "Sonntag" ha rivelato che Israele, che in teoria dovebbe osservare un boicottaggio di ferro verso qualsiasi prodotto iraniano, compra da anni petrolio dall''Iran.
Un articolo sul quotidiano "Haaretz", lo scorso Ottobre, riportava che una compagnia per la fornitura di energia, l''israeliana "Paz", avrebbe raffinato e fornito petrolio iraniano all''Autorità Palestinese dal 2008 in poi.
Ma se l''Iran è, come Netanyahu afferma, una minaccia mortale per Israele, perché il governo permette un tale commercio? Se gli Israeliani vivono nel terrore di una bomba iraniana e dell''antisemita dichiarato Ahmadinejad, perché stanno facendo affari con un tale nemico?
Sembra proprio che un boicottaggio può essere eluso quando esiste un chiaro interesse economico nel farlo. Ed un''altra domanda logica è: se gli Israeliani non rispettano un boicottaggio contro l''Iran che è stato dichiarato dallo stesso Israele, perché il resto del mondo dovrebbe rispettare il boicottaggio israeliano verso Hamas e Gaza?
In una discussione (in ebraico) riportata sul sito internet del Kedma possiamo leggere che Israele non definisce formalmente l''Iran come una "nazione nemica" e quindi dal punto di vista strettamente legale, un tale rapporto commerciale è ammissibile. Ma non possiamo non notare che Israele, la settimana scorsa, ha dichiarato falliti i tentativi di coinvolgere la Siria in un processo diplomatico proprio perché la Siria ha rifiutato di tagliare i ponti con l''Iran.
Altri abstract su Israele infrange il boicottaggio verso l''Iran