Forse i nostalgici della Prima Repubblica non hanno tutti i torti: prima, nepotismo, tangenti, sprechi e sovradimensionamenti
degli enti pubblici, di provincie, regioni e comuni, cumuli di indennità, vitalizi e prebende, ecc., erano all''ordine del giorno, ma non quasi "istutizionalizzati" come oggi, ovvero come nella Seconda Repubblica. Antonio Stella e Sergio Rizzo ci spiegano "come i politici italiani sono diventati intoccabili", ma anche più. E'' una di quelle opere capaci di aizzare i cittadini come belve. Si dirà: "Si sapeva ogni cosa". Beh, in linee generali sì, si sapeva, ma avere gli elementi comprovandi tutti insieme in un unico volume e non diluiti nel tempo e nello spazio (come ci hanno abituato i giornali e la tivù) significa "scambiare la visione dell''aquila con quella del ranocchio" (per citare, in maniera capovolta, Oswald Spengler che a sua volta cita Nietzsche). Io credo che a qualche
politico sia pur capitato di leggere La
casta ... la prima cosa che ho pensato è stato: ''''Ma non si vergognano?''''. Poi ho riflettuto e mi sono dato del cretino. Questi non hanno vergogna di nulla. Altrimenti non ci sarebbe bisogno di libri come questo, o come quelli di Marco Travaglio.
La casta è una denuncia pressante e circostanziata del malaffare politico. Tutti ne dovrebbero trarre le dovute conseguenze.