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Il sistema curtense

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Autore : Salvador
Abstract di : Salvador
Visite : 1906  parole: 600   Pubblicato il: dicembre 09, 2005
Origine del sistema curtense.
La proprietà romana era organizzata prevalentemente con il sistema della
gestione diretta e, nel caso di proprietà medio grandi, soprattutto con
l’impiego di schiavi, integrato talvolta da mano d’opera salariata.
A partire dalla seconda metà del II Sec. dc. il sistema di produzione
schiavistico entra in crisi a causa della
fine delle guerre di
conquista e della chiusura delle frontiere imperiali.
Tali cause
provocano una notevole riduzione dell’offerta degli schiavi e un
considerevole aumento del loro prezzo, sul mercato; condizioni, queste,
che portarono i grandi proprietari a ricercare forme di conduzione
diverse per i loro terreni.
Dapprima sporadicamente, ma poi
sempre più frequentemente, cominciarono
ad apparire forme di gestione
indiretta delle singole grandi proprietà terriere.
Parte della
proprietà veniva suddivisa in poderi, i cd mansi, su ciascuno dei quali si
insediava una famiglia di coltivatori
che erano, almeno all’inizio, gli
stessi schiavi del padrone.
Questi venivano casati, dotati
cioè di una propria abitazione, con la possibilità di contrarre
matrimonio e di formare un proprio nucleo familiare, e di un pezzo di
terra da coltivare in proprio per attendere alle personali necessità di
alimentazione.
Tale concessione obbligava comunque gli schiavi a
conferire al dominus una quota dei prodotti del terreno e diversi
servizi di lavoro manuale presso la parte di proprietà gestita
direttamente, o dominica, che andavano ad integrare il lavoro degli schiavi non
accasati e dei salariati..
In questo modo il proprietario
alleggeriva notevolmente gli obblighi di mantenimento degli schiavi,
soprattutto nei periodi di riposo agrario o di attesa della maturazione
dei prodotti, oltre ad un comprensibile aumento della produttività derivato dall’auto produzione personale per i nuovi coloni.
Attestata
la validità del nuovo sistema di gestione, i poderi ricavati dalla
suddivisione della proprietà in mansi, venivano concessi anche a liberi
coltivatori.
Questi ultimi erano pur sempre soggetti a
corrispondere parte dei prodotti e ore lavorative al padrone, ma in
misura tangibilmente minore.
La stessa condizione giuridica dei liberi e degli schiavi rimaneva nettamente distinta.
Mentre
gli schiavi erano proprietà del padrone e non potevano allontanarsi
dalla terra, i liberi conservavano
ampie possibilità di movimento.
A partire dal III Sec. anche i liberi finirono col trovarsi vincolati
al mestiere ed alla terra, da un obbligo di residenza fissato per legge.
I coloni tardo romani continuarono ad esistere, in Occidente, come classe sociale anche dopo la caduta dell’Impero Romano.
L’istituzione entrò con naturalezza negli ordinamenti romano barbarici prima, e carolingi successivamente.

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