Dalla rivista Micromega parte un bando di petizione, firmato da Travaglio, Camilleri, Tabucchi, Ovadia, Dario Fo e Franca
Rame, per sensibilizzare l'Europa - ma soprattutto gli italiani - su certi inquietanti retroscena del nuovo decreto legge sulla sicurezza, varato con successo dal Governo italiano.
Il PDL plaude con orgoglio al risultato: "E' una legge per gli italiani", dichiara l'On. Gasparri, capogruppo del PDL al Senato, mentre il Ministro degli Interni, il leghista Maroni, afferma che si tratta di un grosso passo in avanti per garantire la sicurezza agli italiani, dopo che le cronache degli ultimi tempi ci hanno informato di numerose violenze perpetrate da immigrati, soprattutto a danno di ragazze e di singoli indifesi.
La realtà italiana degli ultimi tempi, per come ci si è presentata recentemente, in maniera diretta o tramite il supporto dei media, richiedeva in effetti con urgenza un provvedimento che ristabilisse la tranquillità.
La tranquillità, cioè la consapevolezza che con l'uscir di sera per fare due passi non si rischia una rapina o un'aggressione; la consapevolezza inoltre che riscuotere la pensione all'ufficio postale sia un atto alla portata di tutti, non solo di chi gira accompagnato.
Ma occupiamoci per un momento dei retroscena del "Pacchetto Sicurezza", ossia degli aspetti elucubrati dall'intellighentsia che ha firmato il bando di petizione.
I toni non sono leggeri: i provvedimenti stabiliti contro gli immigrati
clandestini sono paragonati alle leggi razziali fasciste promulgate contro gli ebrei. Anzi, sarebbero più infami; perchè le donne clandestine che partoriscono figli in italia non hanno il diritto a riconoscere i propri figli, i quali sarebbero figli di nessuno e perciò presi dallo Stato in quanto orfani. Neppure il fascismo - scrivono gli autori del bando - aveva concepito una cosa del genere, di sottrarre alle donne ebree i figli per metterli in orfanotrofio.
A ciò si aggiungono le critiche dei partiti d'opposizione, e pure del Vaticano: "I migranti hanno il diritto di bussare alle nostre porte. Bisogna smettere di demonizzare il forestiero".
Tra le critiche, ne giunge una meno fumosa: "Questa legge è un'ulteriore chiusura a quel dialogo tanto auspicato fra istituzioni e società civile". L'autore dell'intervento, il forum Terzo Settore, avrà la risposta dall'eventuale consenso che la legge riscuoterà. Un risultato positivo non potrà che riavvicinare la società civile alle istituzioni, e perciò è stupido ritenere che l'iniziativa determini una chiusura, come tale critica suppone.
Fra i vari punti nevralgici della legge, ne evidenziamo alcuni che meritano stima: chi affitta beni immobili a clandestini rischierà fino a tre anni di carcere; sono aggravate le sanzioni per chi usa i bambini per l'accattonaggio, e qui i genitori possono anche perdere i diritti sui figli, che si pongono sotto la tutela dello Stato. "In tal modo, i bambini potranno andare a scuola e ricevere un'educazione", spiega l'On. Gasparri. In tali iniziative non vediamo il carattere tanto negativo che accende le critiche.
Se l'
immigrazione clandestina è un reato, è ovvio che i trasgressori debbano essere perseguiti. E punendo i clandestini si può arrivare più facilmente anche agli sfruttatori del traffico di immigrati. I diritti civili possono ritrovare il loro significato soltanto se tornano a valere per tutti; il senso della legge si riscopre nell'applicazione, non nella modifica del verbo astratto - quale che sia il suo contenuto moralisticheggiante.
Più preoccupante è il discorso riguardo alle ronde.
La nuova legge le rende legittime; saranno riconosciute le associazioni civili costituite per tale fine. L'idea può esser buona, ma ci si deve chiedere
che tipo di gente entrerà a far parte delle ronde. Saranno esaltati in cerca dello scontro facile, o della rivincita sessuale contro una ragazza zingara o che porta il velo? Il pericolo è che si inneschi un clima in cui le situazioni sfuggono facilmente di mano.
Soffermiamoci infine sui rapporti tra tale legge italiana e il resto dell'Europa. E' il bando di petizione promosso da Micromega che ci suggerisce di prestarci attenzione. Tale bando dice: "Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principii garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea. (...) La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa".
Insomma, così si interpreta il discorso: questi signori invocano l'intervento sovra-nazionale europeo (giacché, del resto, il diritto comunitario è preminente sui diritti nazionali dei paesi UE) affinché sia contrastata una legge realizzata da un governo eletto democraticamente, che potrà certo non avere il consenso della totalità dei cittadini, ma che comunque è espressione di una volontà popolare, indi la volontà degli italiani. Affermando che tale volontà democraticamente espressa è lesiva della stessa democrazia, le voci di Micromega auspicano l'ingerenza della più vasta democrazia europea, che risolva con i propri (presunti) principii garantisti una situazione che riguarda di fatto il solo scenario italiano, giacché configurata sulla base di dinamiche sociali uniche e manifeste del nostro Paese.
Un intervento del genere, se realmente attuato a livello europeo, sarebbe inevitabilmente lesivo della democrazia nazionale.
Il conflitto tra diritto nazionale e diritto comunitario è materia da giuristi. Ma visto che anzitutto noi viviamo in Italia, dovremmo preoccuparci di mantenere il nostro equilibrio interno.
Marzio Valdambrini